Sicurezza
LA SCIA DI SANGUE
Otto morti in otto mesi e due casi ancora aperti
◗
Giuseppe Ledda e il maggiore Nacca 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. E' punteggiata di bandierine rosse la mappa dei reati che dall'inizio dell'anno il Tirreno aggiorna sul sito web www.iltirreno.it. A ogni bandierina corrisponde la vittima di un omicidio, in certi casi due. Mai come quest'anno la scia di sangue si sta allungando da una parte all'altra della città. Tre italiani, tre cinesi, due marocchini. Quattro uomini, altrettante donne. Due casi, compreso quello di ieri, ancora irrisolti, un altro, quello di via Ariosto, risolto a metà. 5 gennaio, via Giovanni Chiti 8. In una stanzetta al piano terra viene trovato il corpo senza vita di Chen Xiaohe, 37 anni, massaggiatrice sgozzata da un killer ancora uccel di bosco. Si ritiene che sia un cinese ormai tornato nel suo paese di origine. 6 maggio, via Firenze 123. Giuseppe Milazzo uccide a coltellate la moglie Desiré Lumia, dalla quale si stava separando. Nella stessa casa, 13 anni prima, era morto un pensionato a causa di un incendio doloso che provocò un'esplosione. 3 giugno, via 25 Aprile. Il marocchino Abdel Kebir Tayaa viene ucciso a calci e pugni sul tetto del parcheggio in disuso di Pratilia. A metà luglio vengono arrestati tre rumeni (due presunti esecutori e un favoreggiatore). 21 luglio, via Pistoiese 237. Il cinese Chen Ajing, 39 anni, viene accoltellato a morte dal connazionale Zhang Li, 38, subito arrestato, per motivi di lavoro. 26 luglio, via Ariosto 17. I corpi senza vita di Imad Merouane, marocchino di 27 anni, e della fidanzata Sara Baldi, 23 anni, vengono trovati nel loro appartamento. Si propende per l'ipotesi dell'omicidio-suicidio, ma il caso non è ancora chiuso. 23 agosto, via Attilio Nuti 34. La cinese Wen Aiqin, 30 anni, viene pugnalata a morte nella sua confezione. E' storia di ieri.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
