Il Tirreno

Prato

Controlli ai cinesi, disputa infinita

L’assessore regionale Riccardo Nencini
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L’assessore regionale Riccardo Nencini

L'assessore regionale Nencini risponde a Milone

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PRATO. «Se l'assessore Milone pensa di possedere il copyright della lotta all'illegalità cinese ce lo dica, magari anche per iscritto. Da parte mia non c'è stata alcuna invasione di campo».  «C'è stato soltanto il tentativo di venire incontro ad una richiesta del sindaco Roberto Cenni col quale ho un rapporto istituzionale assolutamente corretto». Così l'assessore regionale al Bilancio e rapporti istituzionali, Riccardo Nencini, risponde alle dichiarazioni dell'assessore alla sicurezza Aldo Milone pubblicate domenica scorsa sul Tirreno.

Oggetto del contendere, lo ricordiamo, è l'iniziativa presa da parte dell'assessore Nencini di inviare una lettera al Garante per la privacy in merito al possibile utilizzo dei dati in possesso dell'Asl relativi ai controlli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Iniziativa giudicata superflua dall'assessore Milone in quanto tutti i dati riguardanti un'azienda controllata dal gruppo interforze, di cui fa parte anche il personale Asl, sarebbero già disponibili.  «Tengo a precisare - avverte l'assessore Nencini - che il mio interessamento è partito da un'esplicita richiesta avanzata dal sindaco Cenni in occasione di un incontro che si è svolto a Prato incentrato sulla lotta all'evasione fiscale. Cenni mi chiese esplicitamente di mettere fra le priorità la sicurezza sui luoghi di lavoro. Ho consultato l'ufficio legale regionale che mi ha risposto che, per problemi legati alla privacy, i dati in possesso dalle Asl non sarebbero stati utilizzabili. Da qui la mia richiesta di chiarimenti al garante per la privacy, Francesco Pizzetti, alla quale attendo una risposta». Il punto di partenza dell'assessore regionale Nencini in sintesi è questo: se il sistema di sicurezza interno ad un'azienda non è in regola, è presumibile ipotizzare che la stessa azienda possa risultare irregolare anche sotto altri punti di vista. A partire da quello fiscale.

«Noi, come Regione - spiega Nencini - siamo interessati al pagamento dell'addizionale Irpef e al bollo auto. Un'azienda cinese irregolare può disporre di furgoncini senza bollo. Saperlo ci può essere utile per recuperare un po' di soldi. E tengo a precisare che, in base ad un accordo con l'Anci, gli enti locali che partecipano attivamente al recupero delle imposte regionali evase potranno incassare il 50% della somma». Dall'inizio dell'anno la Regione ha già recuperato quasi 47 milioni di tributi non pagati (bollo auto, addizionale Irpef, imposta sulle attività produttive e altri tributi vari).

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