Il Tirreno

Prato

Cinese uccisa con un colpo al cuore

Paolo Nencioni
Il dolore dei parenti di Wen Aiqin e un’immagine della vittima A destra il sopralluogo dei carabinieri in via Attilio Nuti
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Il dolore dei parenti di Wen Aiqin e un’immagine della vittima A destra il sopralluogo dei carabinieri in via Attilio Nuti

Il corpo scoperto dopo 7 ore. Conosceva l'assassino, si cerca un uomo

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 PRATO. Wen Aiqin, la cinese di trent'anni trovata morta ieri mattina nella sua confezione di via Attilio Nuti, a San Paolo, conosceva il suo assassino. Ne sono convinti i carabinieri che sotto la guida del sostituto procuratore Giuseppe Ledda stanno indagando sull'ennesimo omicidio di questa estate di sangue, il terzo nella comunità cinese dall'inizio dell'anno.  La convinzione si basa su pochi elementi: la vittima è stata uccisa con una coltellata al cuore e non ha ferite da difesa sugli avambracci, solo un arrossamento su una parte del collo; non ci sono segni di colluttazione sulla scena del crimine; forse è stata lei stessa ad aprire il portone della ditta all'uomo (o alla donna) che poi l'ha uccisa.  Manca l'assassino e l'arma del delitto, ma i carabinieri cercano una persona. E' l'unico particolare che trapela dal riserbo delle prime indagini. Una persona che, si dice, non è sospettata di aver compiuto l'omicidio ma potrebbe spiegarne le ragioni e dire anche il nome del killer. Verosimilmente si tratta dell'intestatario del telefono che ha ricevuto o fatto l'ultima chiamata al cellulare della vittima, ritrovato sul posto. E' una delle prime cose che si fanno in questi casi, e spesso si rivela decisiva, soprattutto se la chiamata è a ridosso dell'orario della morte.  Facciamo un passo indietro alle 7,25 di ieri mattina in via Attilio Nuti. Gli italiani che abitano davanti alla confezione di Wen Aiqin, al numero 34, sentono un urlo. Sono i cognati della donna che lavorano nello stanzone accanto ed entrando in quello di Wen hanno scoperto il cadavere. Sul posto viene inviata un'ambulanza della Misericordia. Wen Aiqin giace supina accanto a una "taglia e cuci", pantaloni corti e maglietta, un braccio reclinato, una piccola macchia di sangue all'altezza del cuore dove è stata inferto il colpo mortale. Altre gocce di sangue sono sulla porta (la vittima ne ha perso poco): potrebbe essere stata colpita qui o più probabilmente le gocce sono cadute dall'arma ancora in mano al killer, che se l'è portata via (gli inquirenti escludono solo che siano state usate forbici). Sul posto arrivano il maggiore Nacca, il capitano Verlengia, il tenente Papasodaro, raggiunti alle 9,15 dal sostituto Ledda e da Francesco Nannucci, capo della squadra mobile. Il medico legale Brunero Begliomini capisce subito quello che era stato intuito dai primi soccorritori, e cioè che la morte risale a molte ore prima, probabilmente poco dopo la mezzanotte. Ci sarebbe (ma questo non è confermato ufficialmente) un'altra ferita da arma da taglio all'addome, non mortale. Oggi verrà compiuta l'autopsia.  La confezione - trenta macchine da cucire, poche in uso - è al piano terra di una palazzina verde di tre piani, gli ultimi due occupati da Wen Aiqin, dalla figlia piccola, dai parenti e dagli operai. Nessuno ha sentito niente. L'assassino è stato ben attento a non far rumore, forse ha messo una mano sulla bocca della povera confezionista.  Il marito non è nella lista dei sospetti. Ieri era in Cina e sono stati i parenti ad avvertirlo, poi hanno passato il telefono cellulare al maggiore Nacca ed è stato l'ufficiale a confermare la notizia. L'uomo ha detto che sarebbe partito subito per l'Italia.  Tra le ipotesi sul movente si sta facendo strada quella dell'omicidio passionale, anche se i carabinieri dicono che la vittima non aveva relazioni sentimentali extra-coniugali. Un corteggiatore respinto? Una moglie gelosa? Nulla al momento è escluso. Dalla foto di Wen Aiqin si vede che era senza dubbio una bella donna. «Nervosa e antipatica», però, secondo il barista cinese all'angolo, senza peli sulla lingua, l'unico che spiccica due parole d'italiano tra la folla di orientali venuti a curiosare in via Nuti.  I carabinieri ieri mattina hanno messo alle strette parenti e conoscenti di Wen Aiqin. Alcuni li hanno poi portati al Comando provinciale per interrogarli. La sensazione è che qualcuno possa dire qualcosa di interessante.

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