Il dolore
Prima il reddito, poi il medicinale
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In alto: la zona della ricetta rossa dove va scritto il codice del reddito o della esenzione Da oggi scatta la novità del ticket basata sull'autocertificazione
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PRATO. Con l'introduzione dei ticket sui farmaci, si completerà oggi il provvedimento regionale che ha già mosso i primi passi lo scorso venerdì 19 agosto con le nuove tariffe relative ad esami e visite specialistiche a seguito della normativa nazionale sulla compartecipazione alla spesa sanitaria. Le nuove misure introdotte in Toscana prevedono il calcolo del pagamento dei ticket sulla base del reddito familiare. Ieri l'Asl si è concentrata sull'organizzazione della macchina operativa. Per questo si sono tenute riunioni fra la struttura centrale dell'azienda e gli operatori. Le fasce di reddito. Da oggi i cittadini dovranno autocertificare la loro posizione di reddito o presentare l'indicatore Isee presso la farmacia al momento del ritiro della confezione del farmaco. Queste le fasce di reddito e il ticket corrispondente: reddito familiare lordo da 0 a 36.000 euro: 0 euro; reddito da 36.151,99 a 70.000 euro: 1 euro la confezione fino ad un massimo di 2 euro per ricetta; reddito da 70.001 a 100.000 euro: 2 euro a confezione fino ad un massimo di 4 euro per ricetta; reddito oltre 100.000 euro: 3 euro a confezione fino ad un massimo di 6 euro per ricetta. Chi è esentato. Sono esclusi dal pagamento del ticket sui farmaci gli assistiti con reddito familiare fiscale o indicatore Isee fino a 36.151,98 euro, gli invalidi di guerra titolari di pensione vitalizia, gli invalidi per servizio, gli invalidi civili al 100% e i grandi invalidi per lavoro, i danneggiati da vaccinazione obbligatoria, trasfusioni, somministrazione di emoderivati, limitatamente alle prestazioni necessarie per la cura delle patologie previste dalla legge 210/1992, le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e familiari, i ciechi e i sordomuti, gli ex deportati da campi di sterminio titolari di pensione vitalizia, gli infortunati sul lavoro per il periodo dell'infortunio e per le patologie connesse purchè indicato sulla ricetta, gli assistiti affetti da patologia cronica e invalidante individuate dai Decreti del Ministero della Sanità 329/1999 e 296/2001 e i pazienti affetti da malattie rare individuate dal Decreto del Ministero della Sanità 279/2001 per i farmaci correlati alla patologia di esenzione; la valutazione è rimessa al medico prescrittore, i disoccupati iscritti agli elenchi anagrafici dei Centri per l'impiego e i familiari a carico, i lavoratori in mobilità e i familiari, i lavoratori in cassa integrazione "in deroga". Reddito familiare o Isee. Cominciamo dal fatto che il reddito familiare può essere comunicato in due modi: prendendolo dalla dichiarazione dei redditi o dalla attestazione Isee. Se lo prendiamo dalla dichiarazione dei redditi: non è una cifra già esistente ma la somma di quello che per i vari componenti della famiglia sta scritto nel rigo del "reddito complessivo" (quadro RN, prima cioè di sottrarre gli oneri deducibili e le varie detrazioni, comprese quelle per carichi familiari e spese edilizie). Se lo prendiamo dall'indicatore Isee: l'attestazione Isee è quell'"indicatore equivalente" che ricalcola la "ricchezza" della famiglia mettendo nel conto non solo il reddito anche Bot, azioni, eventuali affitto o mutuo casa residuo, conti correnti, Ici e poi dividendo per un parametro in base al numero dei componenti della famiglia. L'autocertificazione vale per il reddito familiare fiscale, per l'Isee invece va presentata l'attestazione ufficiale. Che cosa conviene. Le fasce di reddito sono articolate in scaglioni con cifre identiche sia che si utilizzi come "metro" il reddito Irpef sia che si adoperi l'attestazione Isee. Eppure si tratta di due "metri" alquanto differenti l'uno dall'altro: per dirne una, a una famiglia con almeno due figli piccoli, buon mutuo sulle spalle e risparmi limitati potrebbe capitare di scendere nella categoria inferiore (e dunque pagare meno) se identifica la propria fascia con l'attestazione Isee anziché con il reddito Irpef. Quando si compra un farmaco. Sulla ricetta rossa, nelle sei caselle del "codice esenzione", tocca al cittadino scrivere la propria categoria di reddito. Dove? nelle ultime due caselle sulla destra vanno segnate le sigle che trovate nella tabella a fianco in base al livello di reddito autocertificato o Isee. Fin qui parliamo di scaglioni di reddito, ma esistono categorie che hanno diritto in quanto tali all'esenzione ticket. In questo caso il codice è di tre lettere: se cassintegrato ("Cig"), in mobilità ("Mob") o disoccupato ("Dis") dev'essere il cittadino a scriverlo nelle ultime tre caselle sulla ricetta rossa. Tocca al medico indicare - sempre nel "codice esenzione" ma nelle prime tre caselle a sinistra - un codice che va da "C01" a "C09", ad esempio, per invalidi, ciechi o affetti da patologie croniche ma anche infortunati sul lavoro. ALTRI SERVIZI ALLE PAG. 2 E 3
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