Proteste
Il Montalbano preferisce Firenze
Eleonora Barbieri
I cittadini di Poggio e Carmignano si scatenano su Facebook
2 MINUTI DI LETTURA
MONTALABANO. Sembra passato un secolo dal referendum con cui i cittadini di Poggio e Carmignano esprimevano la propria opinione sull'annessione alla nascitura Provincia di Prato. L'attualità ci catapulta nel passato, a 21 anni fa. In questi giorni poggesi e carmignanesi, davanti alla decisione del Governo di sopprimere alcune province, tra cui Prato, hanno ripensato a quella consultazione. Plebiscitaria, eppure ignorata. Correva l'anno 1990. Per la precisione il 10 giugno del 1990. Vinse il no.
Netto. Il 58% dei poggesi e il 66% dei carmignanesi espressero la volontà di restare sotto Firenze. Volontà e sovranità calpestate perchè i due comuni medicei furono ugualmente annessi alla Provincia di Prato. All'epoca Carmignano era amministrata da Alessandro Attucci mentre Poggio da Vanni Parretti. Ragioni "di Stato" a cui non si sono voluti e potuti sotrarre con la scusa che il referendum era semplicemente consultivo. Una forzatura mai dimenticata che non ha smesso di bruciare, anto che molti cittadini tuttora rifiutano qualsiasi accostamento con Prato. Oggi che c'è il rischio reale di tornare sotto Firenze, se la ridono e forse sono gli unici che ci sperano. Una sorta di vendetta della storia a distanza di 21 anni. Ovviamente il fatto non è sfuggito alle pagine di Facebook dove i cittadini hanno ricordato quanto subito. E a ben guardare, c'è anche un'intera pagina dedicata al tema con tanto di cartello stradale riportante la scritta "Poggio a Caiano. (Provincia di Firenze)" tanto per essere chiari. Nella bacheca un vero e proprio tribudio di orgoglio fiorentino. Chissà, forse per motivi di prestigio o semplicemente storici. O magari perchè il prefisso del telefono è rimasto 055 per entrambi i comuni, quasi avessero saputo che l'adozione pratese sarebbe stata breve. In questi anni comunque, c'è anche chi ha cambiato opinione toccando con mano i vantaggi di un'ente Provincia che al contrario di quella fiorentina, si deve occupare solo di sette comuni, Prato compreso.
Ad esempio l'attuale sindaco di Poggio a Caiano: «Rispetto l'opinione dei cittadini, ma dalla mia esperienza amministrativa ho visto che Poggio ha avuto più attenzione da Prato che non da Firenze, fosse solo per una questione di dimensioni. Detto questo - spiega Marco Martini - il sindaco di Prato si dice terrorizzato dal tornare sotto Firenze, io sono più terrorizzato dai tagli ai comuni. Stamani (ieri, ndr) si sono presentati due cittadini a chiedermi aiuto per trovare una casa. Per non parlare del resto, a cominciare dal piano trasporti per garantire il bus agli studenti che non riusciamo a chiudere perchè i costi sono scoperti. Questo mi spaventa, non Firenze".
Netto. Il 58% dei poggesi e il 66% dei carmignanesi espressero la volontà di restare sotto Firenze. Volontà e sovranità calpestate perchè i due comuni medicei furono ugualmente annessi alla Provincia di Prato. All'epoca Carmignano era amministrata da Alessandro Attucci mentre Poggio da Vanni Parretti. Ragioni "di Stato" a cui non si sono voluti e potuti sotrarre con la scusa che il referendum era semplicemente consultivo. Una forzatura mai dimenticata che non ha smesso di bruciare, anto che molti cittadini tuttora rifiutano qualsiasi accostamento con Prato. Oggi che c'è il rischio reale di tornare sotto Firenze, se la ridono e forse sono gli unici che ci sperano. Una sorta di vendetta della storia a distanza di 21 anni. Ovviamente il fatto non è sfuggito alle pagine di Facebook dove i cittadini hanno ricordato quanto subito. E a ben guardare, c'è anche un'intera pagina dedicata al tema con tanto di cartello stradale riportante la scritta "Poggio a Caiano. (Provincia di Firenze)" tanto per essere chiari. Nella bacheca un vero e proprio tribudio di orgoglio fiorentino. Chissà, forse per motivi di prestigio o semplicemente storici. O magari perchè il prefisso del telefono è rimasto 055 per entrambi i comuni, quasi avessero saputo che l'adozione pratese sarebbe stata breve. In questi anni comunque, c'è anche chi ha cambiato opinione toccando con mano i vantaggi di un'ente Provincia che al contrario di quella fiorentina, si deve occupare solo di sette comuni, Prato compreso.
Ad esempio l'attuale sindaco di Poggio a Caiano: «Rispetto l'opinione dei cittadini, ma dalla mia esperienza amministrativa ho visto che Poggio ha avuto più attenzione da Prato che non da Firenze, fosse solo per una questione di dimensioni. Detto questo - spiega Marco Martini - il sindaco di Prato si dice terrorizzato dal tornare sotto Firenze, io sono più terrorizzato dai tagli ai comuni. Stamani (ieri, ndr) si sono presentati due cittadini a chiedermi aiuto per trovare una casa. Per non parlare del resto, a cominciare dal piano trasporti per garantire il bus agli studenti che non riusciamo a chiudere perchè i costi sono scoperti. Questo mi spaventa, non Firenze".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
