La manifestazione
IL DIBATTITO POLITICO
Giovanni Bambagioni Coordinatore prov. Udc
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PROVINCIA/1 Quando la casa brucia non c'è tempo per personalismi Dacci oggi il nostro Bini quotidiano, che ancora una volta si profonde in critiche all'iniziativa di sindaco e Pdl. Questioni di metodo il più delle volte a suo dire, anche se sfugge all'amico e al politico Fli smanioso, il fatto che le regole nel governo di una città sono dettate spesso dalla tempestività d'intervento e non da pruriti individuali. Le antipatie troppo insistite, del resto, sono sospette e tradiscono segrete affinità, come ci ammonisce l'esperienza finiana, su cui sarà bene chiarirsi al ritorno di tutti dalle ferie. Nel momento in cui si dovrebbe tributare un elogio all'azione opportuna di sindaco e coordinatore provinciale Pdl Mazzoni, Bini eccepisce sulla mancata consultazione personale e sulla mancata sintonia col governo centrale, dimenticando che la casa brucia, che non c'è tempo di baloccarsi con i personalismi. Prato non deve morire non è slogan di un giorno, ma di tutta la nostra azione politica e non c'è Fli che ci convinca del contrario, a meno che non si vada verso l'abolizione di tutte le province. E' populismo demagogico il nostro? Eh no: la nostra è difesa degli interessi di Prato e di tutti i pratesi, contemperandoli con quelli dei nostri parlamentari, convinti come siamo che la maggioranza governante la città, d'intesa col sindaco e con la giunta, debba farsi interprete della volontà popolare, come noi convinta che il bene comune non può passare attraverso la penalizzazione di una provincia e di una città, che sa di avere onorato più di tutte l'accredito fattole in passato, attraverso l'impegno, il gettito tributario, l'attrattiva di forza lavoro, l'emersione di personalità apprezzabilissime in ambiti diversi, a cominciare dalla cultura, dove il godibilissimo libro di Nesi vincitore del premio Strega, omaggia lo striscione "Prato non deve morire", concludendo la sua pubblicazione col profetico «non so dove andremo, ma so che non ci fermeremo». In difesa appunto della nostra provincia. Roberto Baldi presidente consiliare Pdl PROVINCIA/2 La via costituzionale più logica e più rispettosa Se la eliminazione parziale delle province doveva rispondere alla logica della diminuzione dei costi della politica, il provvedimento risulta del tutto insufficiente al raggiungimento degli obiettivi. Da quanto si apprende dalla stampa, lo stesso Presidente del Consiglio avrebbe giudicato questa parte della manovra come "una sciocchezza". Infatti, stabilire limiti del tutto arbitrari non può essere sufficiente a individuare quali province debbano essere eliminate e perchè. Quanti altri criteri potrebbero essere indicati per togliere o inserire, a discrezione, questa o quella provincia? Se l'ente provincia in quanto tale deve essere eliminato questo deve valere per tutte le province e soprattutto per quelle più grosse, per le quali sono ipotizzabili i risparmi maggiori. Vi è tutto il tempo per le modifiche costituzionali che prevedano il superamento delle province, se solo si pensa che anche l'attuale modifica andrebbe a regime tra tre anni. Sarebbe il momento per agire verso il superamento di un provvedimento che risulta indifendibile sul punto della eliminazione parziale e selettiva delle province, sostenendo invece che la diminuzione dei costi della politica può essere raggiunta solo nella chiarezza e ragionevolezza degli interventi. Lo stralcio di questa parte del provvedimento con l'inserimento della materia in una modifica costituzionale appare la soluzione preferibile, più logica, più rispettosa delle aspettative degli elettori. Giovanni Luchetti consigliere provinciale Pdl PROVINCIA/3 Delirante il provvedimento che ne elimina solo qualcuna Con la cattiva politica si produce solo confusione. Che senso ha l'abolizione delle Provincie sotto una soglia di residenti? Il nostro partito è, da sempre, il principale promotore dell' abolizione delle provincie, ma di tutte e certo non così. Da molto tempo stiamo dicendo che si deve procedere, prima, con la nuova carta delle Autonomie Locali, da anni dormiente in Parlamento, per conoscere chi dovrà fare cosa. Ogni ipotesi di fusione ci costringerebbe comunque ad un collasso di efficienza se teniamo presente che la Provincia di Firenze ha un dipendente ogni 1.090 abitanti, Pistoia un dipendente ogni 646 abitanti e Prato un dipendente ogni 1.314 abitanti. Infine, questo decreto pare confliggere, in maniera irreparabile, con l' art.133 della Costituzione, rappresenta un mirabile esempio dell' arroganza al potere e il ministro che lo propone è il più sopravvalutato della storia della Repubblica. Comunque ben vengano tutte le iniziative dei nostri parlamentari e delle nostre amministrazioni, possibilmente in sintonia tra di loro, per tentare di modificare questo autentico delirio legislativo.
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