Il dolore
Tutti i rischi dello switch off Col digitale i piccoli comuni potrebbero restare al buio
Da novembre la tv dice addio al segnale analogico L'esperto: «Fate controllare prima l'antenna e i cavi»
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PRATO. I telespettatori più mattinieri potrebbero avere una brutta sorpresa, alla metà di novembre, quando dai piccoli schermi, anziché i soliti programmi, uscirà una nebbia indistinta. E quello che in gergo tecnico si chiama switch off, lo spegnimento del segnale analogico della tv che verrà sostituito da quello digitale. Teoricamente, anche a Prato, basteranno poche ore per l'avvicendamento dei due segnali (con un miglioramento sensibile della qualità dell'immagine). In pratica però non è detto che tutto funzioni, come già si è visto in altre regioni dove il passaggio c'è già stato e dove ancora si combatte per avere un segnale decente.
Il calendario del passaggio dall'analogico al digitale, per la provincia di Prato, è stato reso noto in questi giorni ed è il seguente: il 9 novembre toccherà ai comuni di Vaiano, Vernio e Cantagallo per i tre canali Rai, Canale 5, Italia 1 e Retequattro (La 7 già si vede sul digitale); il 17 novembre a Prato per la sola Rai1; il 18 novembre a Prato per i restanti canali e ai comuni di Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano. Proprio ieri il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato i bandi per l'assegnazione delle frequenze e le emittenti, dalle più grandi alle più piccole, hanno 35 giorni di tempo per presentare la domanda. Chi rimane al palo sarà "ospitato" sulla frequenza assegnata a un altro. «Ma il problema più grosso - spiega il senese Enzo Ciarri, che con la sua Ses si occupa di frequenze per le principali emittenti toscane - sono gli impianti nelle abitazioni, cioè l'antenna e i cavi. Il consiglio è di farli vedere dal tecnico di fiducia prima del passaggio al digitale, per essere sicuri che siano a posto». Il segnale del digitale, infatti, continua a passare dall'antenna, ma a differenza dell'analogico non ci sono vie di mezzo: ho arriva bene e si vede, o arriva male e non si vede. Per intendersi, la televisione non fa le "righe" o i "bruscoli".
Un altro problema riguarda i comuni della Vallata, che storicamente hanno problemi di ricezione. I nuovi ripetitori sono più potenti e la situazione potrebbe migliorare, ma potrebbe anche peggiorare se i ripetitori dei Comuni non verranno adeguati. Intanto il presidente della Regione Enrico Rossi ha chiesto al Ministero di posticipare lo switch off al primo semestre del 2012, proprio per evitare che nella fase di passaggio molti piccoli comuni rimangano al buio.
Il calendario del passaggio dall'analogico al digitale, per la provincia di Prato, è stato reso noto in questi giorni ed è il seguente: il 9 novembre toccherà ai comuni di Vaiano, Vernio e Cantagallo per i tre canali Rai, Canale 5, Italia 1 e Retequattro (La 7 già si vede sul digitale); il 17 novembre a Prato per la sola Rai1; il 18 novembre a Prato per i restanti canali e ai comuni di Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano. Proprio ieri il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato i bandi per l'assegnazione delle frequenze e le emittenti, dalle più grandi alle più piccole, hanno 35 giorni di tempo per presentare la domanda. Chi rimane al palo sarà "ospitato" sulla frequenza assegnata a un altro. «Ma il problema più grosso - spiega il senese Enzo Ciarri, che con la sua Ses si occupa di frequenze per le principali emittenti toscane - sono gli impianti nelle abitazioni, cioè l'antenna e i cavi. Il consiglio è di farli vedere dal tecnico di fiducia prima del passaggio al digitale, per essere sicuri che siano a posto». Il segnale del digitale, infatti, continua a passare dall'antenna, ma a differenza dell'analogico non ci sono vie di mezzo: ho arriva bene e si vede, o arriva male e non si vede. Per intendersi, la televisione non fa le "righe" o i "bruscoli".
Un altro problema riguarda i comuni della Vallata, che storicamente hanno problemi di ricezione. I nuovi ripetitori sono più potenti e la situazione potrebbe migliorare, ma potrebbe anche peggiorare se i ripetitori dei Comuni non verranno adeguati. Intanto il presidente della Regione Enrico Rossi ha chiesto al Ministero di posticipare lo switch off al primo semestre del 2012, proprio per evitare che nella fase di passaggio molti piccoli comuni rimangano al buio.
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