Il Tirreno

Prato

Coniugi aggrediti in casa Banditi attirati dal Cayenne

Paolo Nencioni
Coniugi aggrediti in casa Banditi attirati dal Cayenne

Commando cinese in azione alle Fontanelle: l’allarme in ritardo

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PRATO. «Abbiamo aperto la porta per uscire e abbiamo trovato quattro uomini incappucciati, armati di coltello, che ci hanno spinti dentro». Comincia così il racconto del giovane confezionista cinese che ieri mattina è stato aggredito e sequestrato a scopo di rapina, insieme alla moglie, nella sua abitazione di via Sacchetti, una tranquilla traversa di via Roma alle Fontanelle. A sollecitare gli appetiti del commando di rapinatori (quattro connazionali, secondo la testimonianza dei due coniugi cinesi) è stato probabilmente un particolare che non può sfuggire in via Sacchetti: la Porsche Cayenne nera parcheggiata tra tante utilitarie.

Lo status symbol dei ricchi cinesi, e non è la prima volta, si è rivelato un potente richiamo per banditi privi di scrupoli. Erano le 11 quando i vicini di casa, italiani, della coppia cinese hanno sentito un grido di aiuto provenire dall'abitazione al numero 18/B. Lì per lì non hanno dato troppo peso al fatto. «Ho anche pensato di chiamare la polizia - dice un residente - ma poi mi sono detto: e se fosse solo una lite senza importanza?». Solo all'una, quando il confezionista cinese si è affacciato sul balcone, è saltata fuori la verità. Ma l'allarme è stato dato solo nel pomeriggio, quando i rapinatori erano già al sicuro con un bottino di circa 1.800 euro tra contanti e gioielli. Stando a quanto ha poi raccontato il confezionista alla polizia (sul posto anche la squadra mobile), lui e la moglie stavano uscendo dall'appartamento al secondo piano quando si sono trovati la strada sbarrata da quattro uomini incappucciati e armati di coltello.

I quattro li hanno costretti a tornare in casa minacciando di ferirli se avessero chiesto aiuto, poi si sono fatti dire dove si trovava il denaro e li hanno legati con filo e nastro adesivo. «Erano sicuramente dello Zhejiang - dice la moglie del confezionista - Parlavano come noi». Silenziosi e invisibili come quando sono arrivati, i quattro banditi se ne sono andati e nessuno li ha notati, dunque non c'è nemmeno un'indicazione sul mezzo usato per la fuga. Avrebbero potuto prendere anche il Porsche Cayenne, ma evidentemente hanno valutato che fosse troppo riconoscibile. Forse sono gli stessi che domenica pomeriggio hanno rapinato una donna cinese sotto gli occhi della figlia di sei anni in via Risaliti, ai Ciliani.

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