Attenzione
Libri e mostre per ricordare Ardengo Soffici
◗
Unimmagine dellartista poggese Ardengo Soffici Ecco le iniziative dell'associazione dedicata all'artista nel 47º anniversario della sua morte
2 MINUTI DI LETTURA
POGGIO A CAIANO. Oggi ricorre il 47º anniversario della morte di Ardengo Soffici. Nell'occasione l'associazione culturale che porta il suo nome ricorda l'opera e la figura del poliedrico artista: «A 85 anni, il 19 nell'agosto del 1964, muore improvvisamente nel "buen retiro" di Vittoria Apuana il pittore e scrittore Ardengo Soffici, che, essendo vissuto a Parigi nei primi sette anni del secolo scorso, divulga l'arte moderna europea, facendo conoscere agli italiani Rimbaud e Apollinaire, Rousseau e Medardo Rosso, Renoir e Cézanne, Picasso e Braque. Convinto assertore fin dagli anni parigini del primato artistico italiano, questo toscano che al ritorno in Italia, nel 1907, prende dimora stabile a Poggio a Caiano, ha individuato nella pittura di Cézanne il tratto d'unione che riconnette la lezione degli antichi maestri toscani alla pittura moderna, e su quella strada prosegue a sua volta, ricercando col Futurismo, derivato moderno della tradizione, il dato naturalistico attraverso un'intima dimensione di poesia». L'associazione Soffici, in collaborazione con il Comune, prosegue intanto la sua attività di divulgazione dell'opera de "l'uomo del Poggio". E' in uscita il 17º numero "dei "Quaderni sofficiani" dal titolo I libri di Soffici, curato da Vanessa Castelnovi e Luigi Corsetti. La pubblicazione sarà presentata nel prossimo autunno. Ed è in corso (fino al 2 ottobre) al Museo Soffici la mostra Ardengo Soffici. La Toscana in Europa. La mostra di Poggio a Caiano, curata da Luigi Cavallo, è un percorso sviluppato in tre sale: nel salone d'ingresso, accanto a foto, libri e riviste vengono esposti i disegni eseguiti dall'artista fra il 1902 e il 1904 per le riviste satiriche francesi "Frou-Frou", "Gil Blas", "Le Rire", seguiti da opere emblematiche come l'Autoritratto dell'Album di studi di Soffici del giugno 1907, il dipinto Scene della vendemmia del 1908 e Margherite del 1911, apprezzata da Picasso. La seconda sala è dedicata all'avanguardia: accanto alle opere del Museo che già si conoscono, si trovano Le Bagnanti del 1911, la straordinaria Scomposizione di piani di zuccheriera e bottiglia del 1913 (recensita da Roberto Longhi al momento della sua prima apparizione all'"Esposizione di Pittura Futurista" a Roma). Degli stessi anni Mendicante, Le pont (pubblicati su "Lacerba") e Casolari, in cui si sente l'assimilazione delle scomposizioni cubiste apprese nel soggiorno francese. L'ultima sala è dedicata all'attività dell'artista svolta al Poggio tra il 1919, anno del suo ritorno dalla guerra, fino al 1964 anno della morte: un'esposizione di circa trenta dipinti riguardanti il paesaggio, nature morte e ritratti familiari. E.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
