Sicurezza
Al capezzale del Lungobisenzio
◗
Lo stadio Lungobisenzio Uno stadio vecchio sottoposto a continui lavori
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Le norme in continuo aggiornamento sulla sicurezza negli stadi prendono ormai sistematicamente in contropiede l'amministrazione comunale che, anche quest'anno, si trova costretta a fare le corse contro il tempo per ottenere il nulla osta per lo svolgimento delle gare interne del Prato, promosso in Prima Divisione. A guardare bene, però, negli ultimi anni si sono sovrapposte esigenze nuove a quelle vecchie, ovvero alla necessità di disporre di uno stadio moderno in grado di ospitare manifestazioni sportive ma anche spettacoli, per diverse migliaia di spettatori. Volgendo lo sguardo all'indietro si può vedere che dal 2003 ad oggi lo stadio comunale è stato al centro di numerosi interventi per l'adeguamento dell'impianto sportivo alle diverse normative sulla sicurezza. Nel 2003-2004 sono state messa a norma le tribune lato ferrovia e migliorate le vie d'esodo per consentire una migliore separazione tra il pubblico locale e quello ospite. Nel 2006-2007 sono state realizzate le strutture metalliche per la delimitazione dell'area, nel 2007 sono stati eseguiti i lavori per la messa a norma dell'impianto elettrico e illuminazione di emergenza. Nel periodo 2009-2010 è stato realizzato il sistema di videosorveglianza e sala GOS e il nuovo impianto idrico di estinzione incendi e quello di rilevazione e segnalazione incendi e fuga di gas. Spese tutt'altro che irrisorie. L'impianto di videosorveglianza è costato oltre 110mila euro, l'adeguamento dell'impianto elettrico e del sistema di illuminazione per ottenere l'agibilità notturna una cifra che ha superato i 100mila euro. Quasi 30mila euro per l'impianto estinzione e rilevazione incendi, più altri spese varie: dai quasi 10mila per i collaudi svolti da professionisti ai 4.950 euro per rimettere a posto un muro sottostante la tribuna centrale che aveva ceduto. Ma, tra le varie ed eventuali, non vanno dimenticati, a titolo di curiosità, anche i 5mila euro per i bollitori d'acqua calda per evitare che i calciatori facessero le docce gelate. Senza contare, ad esempio, che quando è stato necessario disporre di un impianto audio all'altezza della situazione (ovvero le partite intenraizonale di rugby) si è dovuto sempre ricorrere a soluzioni-tampone incaricando ditte esterne per i singoli eventi. Ma adesso la commissione prefettizia di vigilanza sui pubblici spettacoli ha sollevato eccezioni su altri aspetti: gli spalti in legno del settore ospiti e sugli impianti elettrici degli spogliatoi. G.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
