Il Tirreno

Prato

BALDI E PARADISO

«Prato non deve morire»

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 PRATO. «Prato non deve morire». E' l'appello lanciato dal capogruppo Pdl in consiglio, Roberto Baldi. «Il problema dell'eliminazione della Provincia di Prato - scrive in una nota - è fra quelli più delicati e complessi riservatici in questi ultimi anni sia per le modalità assai discutibili del provvedimento, con salvaguardia ridicola di Grosseto e Siena in ragione dell'estensione del territorio occupato, sia per il possibile coinvolgimento di istituzioni fondamentali quali questura, Prefettura, comando provinciale dei carabinieri, della guardia dei finanza, dei vigili del fuoco e di molti altri. L'obiettiva necessità di ridisegnare uno Stato più efficiente - prosegue - non può essere disconosciuta da battaglie di campanile, ma colpire una realtà socio-economica con complessità di sicurezza, illegalità, immigratorie e finanziarie come Prato, ha il sapore della beffa». Secondo Baldi: «Di fronte a questa realtà c'è un modo solo di recupero: agire compattamente con dimostrazioni di richiamo nazionale e con soluzioni ragionevoli, realizzabili. La prima e fondamentale è quella di ottenere la difficile correzione del provvedimento, cercando di far valere proprio la particolarità socio-economica di Prato; la seconda e decisamente non auspicabile è quella di avviarsi a un ente integrato con consiglio elettivo in una dimensione di area vasta, che conservi a Prato il riconoscimento di polo industriale e sociale ancora fra i più vivi nonostante la crisi». «La Provincia - conclude Baldi - deve essere difesa strenuamente, pronti a tornare tutti insieme in piazza con lo striscione in cui fu scritto "Prato non deve morire"».  «A mio personale avviso le province andrebbero abolite: ma tutte o nessuna». A sostenerlo è Emilio Paradiso capogruppo Lega Nord in consiglio comunale. «Quindi - scrive in una nota - faccio un appello a tutte le forze politiche, istituzionali, associazioni e cittadini affinché si mobilitino per scongiurare la soppressione di quella di Prato». E aggiunge: «Un'operazione di riforma in senso federale dello Stato, ovviamente accompagnata da drastici tagli ai privilegi di tutte le caste pubbliche o semi-pubbliche, non solo di quella politica, questo sì che porterebbe benefici enormi per le tasche degli italiani e nelle casse dello Stato, non certo il taglio di una minima parte delle Province». «Non è una questione di campanile - conclude - ma di sopravvivenza: nella situazione in cui versa la città non possiamo perdere questura, Prefettura, i comandi provinciali di carabinieri e finanza».

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