Sicurezza
Rapinato il discount a San Paolo
Hanno aspettato l'apertura della cassaforte
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PRATO. Hanno aspettato l'apertura della cassaforte a tempo i due banditi che ieri sera, poco prima della chiusura, hanno rapinato il discount Dico di via Zipoli, a San Paolo. Una cassiera è stata spintonata, la collega era visibilmente impaurita all'arrivo dei carabinieri. E' successo intorno alle 19, in fondo alla traversa di via Pistoiese, e capita raramente in casi come questo che i banditi decidano di aspettare l'apertura della cassaforte. Molto più spesso valutano che il rischio non vale la candela, soprattutto in un supermercato dove chiunque può tirare fuori un telefono cellulare e chiamare le forze dell'ordine, protetto dagli scaffali. Ieri sera è andata diversamente. Secondo quanto riferito dalle cassiere ai carabinieri e poi confermato ai cronisti, i due banditi erano entrambi col volto coperto (uno da un cappuccio, l'altra da una sciarpa) e impugnavano delle pistole, probabilmente giocattolo perché qualcuno avrebbe visto un tappo rosso.
I due erano molto decisi e a farne le spese è stata una cassiera. «Mi ha dato una spinta e mi ha fatto cadere a terra» ha raccontato ai carabinieri. La stessa cassiera ha cercato di tranquillizzare i banditi che avevano preso i soldi dalle due casse esterne e ne volevano altri. La cassaforte a tempo si sarebbe aperta entro un paio di minuti, e così i due hanno deciso di correre il rischio e aspettare. Nel frattempo molti clienti cinesi, riferisce un testimone, si sono tolti anelli e collane e li hanno nascosti negli scaffali temendo che arrivasse il loro turno.
Ma alla fine la cassaforte si è aperta e i rapinatori hanno messo le mani sull'incasso della giornata. Poi sono usciti velocemente, hanno scavalcato un muretto e sono scappati. Forse si sono allontanati a bordo di un'auto che un altro testimone aveva notato parcheggiata proprio lì dietro. Secondo la testimonianza delle cassiere, almeno uno dei due banditi potrebbe essere straniero, l'altro forse italiano. Uno dei due era molto scuro di carnato.
I due erano molto decisi e a farne le spese è stata una cassiera. «Mi ha dato una spinta e mi ha fatto cadere a terra» ha raccontato ai carabinieri. La stessa cassiera ha cercato di tranquillizzare i banditi che avevano preso i soldi dalle due casse esterne e ne volevano altri. La cassaforte a tempo si sarebbe aperta entro un paio di minuti, e così i due hanno deciso di correre il rischio e aspettare. Nel frattempo molti clienti cinesi, riferisce un testimone, si sono tolti anelli e collane e li hanno nascosti negli scaffali temendo che arrivasse il loro turno.
Ma alla fine la cassaforte si è aperta e i rapinatori hanno messo le mani sull'incasso della giornata. Poi sono usciti velocemente, hanno scavalcato un muretto e sono scappati. Forse si sono allontanati a bordo di un'auto che un altro testimone aveva notato parcheggiata proprio lì dietro. Secondo la testimonianza delle cassiere, almeno uno dei due banditi potrebbe essere straniero, l'altro forse italiano. Uno dei due era molto scuro di carnato.
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