Il dolore
«Meglio Pistoia che Firenze»
Paolo Nencioni
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Andrea Bellini Gori e Bellini sono d'accordo: «Non si può tornare indietro»
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PRATO. Se un giorno, come sembra, verrà abolita la Provincia di Prato, meglio andare con Pistoia anziché tornare con (o, come alcuni direbbero, sotto) Firenze. Ne sono convinti due uomini di confine come l'imprenditore e politico Silvano Gori e l'ex calciatore Andrea Bellini. Entrambi hanno vissuto e lavorato di qua e di là del "muro" campanilistico tra Prato e Pistoia e sono titolati a parlarne. Gori, imprenditore ad Agliana, residente sia a Pistoia che a Firenze, assessore a Prato e Firenze, sembra fatto apposta per dirimere la questione. «Certe volte le cose imposte dall'alto non producono per forza cattivi risultati - osserva - Potrebbe succedere anche in questo caso. Prato e Pistoia sono due città che hanno avuto due destini diversi. A Pistoia sono rimasti solo i "pistoiesi", mentre Prato è stata investita dalla globalizzazione. Pistoia ha un territorio vasto con relativamente pochi abitanti, Prato un territorio piccolo con un'alta concentrazione. Ma il Montalbano, intendo Poggio, Carmignano, Agliana e Quarrata, è già culturalmente omogeneo. Lo stesso si può dire della zona tra Montemurlo e Montale. Mescolare le due realtà potrebbe essere positivo». E l'alternativa di Firenze? «Meno praticabile. I pratesi tornerebbero a essere i parenti poveri della città più grande, e poi c'è meno omogeneità. Che c'entrano posti come Pontassieve o Reggello con Prato? All'inizio della legislatura provai a mettere allo stesso tavolo i sindaci Renzi e Cenni: non fu facile». Anche Andrea Bellini, pratese, per tre lustri bandiera della Pistoiese prima di tornare ad allenare i biancazzurri, propende per l'accorpamento con Pistoia rispetto al ritorno sotto Firenze. «Quando eravamo coi fiorentini non si vedeva l'ora di venire via... - spiega - Mi sembra difficile poter tornare indietro». Ma anche con Pistoia c'è una grande rivalità. «E' vero, ma soprattutto sportiva, e sono convinto che si possa superare. Quando sono andato a giocare nella Pistoiese per un anno mi hanno guardato con sospetto, poi mi hanno accolto bene, nonostante io non abbia mai rinnegato la mia pratesità e sia sempre tornato a dormire a casa. Paradossalmente ho avuto più problemi quando sono tornato per allenare il Prato...». «Poi ovviamente bisogna vedere la convenienza di una certa operazione» aggiunge Bellini. «D'iniziativa non sarebbe mai successo - chiosa Gori - ma penso che potrebbe servire sia a Prato che a Pistoia»
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