Gioco
«Venti milioni al neolaureato Così cominciai a fare l'avvocato»
Ma.La.
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Massimo Taiti 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Se oggi è un affermato avvocato in città lo deve anche a lui. Il Bambagioni presidente di banca che sganciava il soldo per i giovani laureati pratesi, in modo da incentivarli ad aprire un'attività. Altri tempi, roba che i precari di oggi si sognano. A Silvano Bambagioni è sempre stato riconoscente Massimo Taiti, presidente della Circoscrizione Centro e del Coni pratese, tra i primi ad accorrere al capezzale della famiglia (Antonio, uno dei cinque figli di Silvano, è vice presidente del Coni). «Era il 1977, chi si laureava allora a Prato ricevette una lettera firmata dal presidente Bambagioni: c'era la possibilità di usufruire di 20milioni di lire in conto scoperto per mettere in piedi un'attività propria. Fu lui a darmi i soldi quando ho iniziato la professione di avvocato - racconta Taiti - In quell'anno si laurearono a Prato centoventi studenti. Era questo un modo di aiutare i giovani ad aprire un'attività, basato sul contatto diretto. Ora i tempi sono cambiati. Se ho bisogno di un finanziamento a chi devo bussare la porta? A Zonin?». Vengono le lacrime agli occhi a Taiti, dopo aver portato il conforto ai familiari di Silvano. Basta un accenno al personaggio, e la macchina di ricordi si mette subito in moto. «Fui sostenuto anche come presidente del Coni negli anni Ottanta. Dal sociale allo sport, Silvano era attento a prodigarsi per la città. Un personaggio che ha fatto storia al pari del sindaco Landini e di monsignor Fiordelli. Di Bambagioni ce n'è stato uno e non ce ne saranno più».
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