Il Tirreno

Prato

I profughi puliranno i giardini di piazza Amendola

Visita di sindaco e assessore alle famiglie ospitate nella ex sede della Misericordia di Oste

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 MONTEMURLO. Sono quattro le famiglie di profughi ospitate nella ex sede della Misericordia di Oste, che l'altra mattina hanno ricevuto la visita del sindaco Mauro Lorenzini, dell'assessore ai servizi sociali Nicola Ciolini e di alcuni funzionari della Provincia di Prato. Ci sono Stanley e Felicia, Michael e Jennifer con la loro figlia Jessica di appena dieci mesi, arrivati in Italia a maggio e ospitati fino alla settimana scorsa a Cerreto e poi ci sono Stella ed Ezebè e Jennifer e Pedro arrivati in Italia a fine luglio, in fuga dall inferno dei bombardamenti di Tripoli. Sono nigeriani (ad eccezione di Michael che arriva dal Burkina Faso) e di religione cattolica. Hanno dai 20 ai 40 anni e tutti hanno alle spalle una storia difficile. Quella più straziante è di Pedro e Jennifer, che vivevano a Misurata. In seguito all'inferno di fuoco dei bombardamenti avevano deciso di trasferirsi a Tripoli e da qui d imbarcarsi su un barcone della speranza verso Lampedusa. Durante la traversata, però, il loro unico figlio di appena quattordici mesi non ce l'ha fatta ed è morto durante il viaggio.  Nonostante tutto, però, i profughi ospitati a Oste sono tutti intenzionati a ricominciare un nuovo cammino. Per questo la proposta dell'assessore Ciolini di avviare un primo progetto di lavoro socialmente utile attraverso la pulizia quotidiana dei giardini di piazza Amendola, di fronte alla chiesa, è accolta subito con molto calore e già domattina gli uomini del gruppo si metteranno a lavoro. «Vorrei ringraziare il presidente della Misericordia di Oste, Daniele Bartoletti, per aver risposto all'appello dell'amministrazione - sottolinea l' assessore - Se in futuro altre associazioni del territorio daranno la loro disponibilità non è escluso che potremmo ospitare altri profughi». Anche il sindaco Mauro Lorenzini sottolinea il valore della scelta: «Nonostante il momento di difficoltà economica che stiamo vivendo, il Comune ancora una volta ha saputo dimostrare il suo carattere di ospitalità». Intanto, i profughi che hanno già fatto richiesta d'asilo politico, sono stati coinvolti dagli operati dell istituto Santa Rita, che li seguono quotidianamente, in varie attività: dal corso d italiano, al laboratorio artistico, al corso di pizzeria, ai lavori negli orti sociali, fino alla visita (già programmata) al Museo Pecci.

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