Il Tirreno

Prato

I risparmi? Li metto alle Antille

Paolo Nencioni
Le spiagge di Saint Kitts e Nevis. A sinistra i finanzieri
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Le spiagge di Saint Kitts e Nevis. A sinistra i finanzieri

Sospeso un promotore, la società non ha l'autorizzazione

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 PRATO. Avrebbe raccolto investimenti per milioni di euro per conto di una società con sede nelle Antille Olandesi che però non aveva l'autorizzazione per operare in Italia. Per questo un promotore finanziario pratese di 55 anni, Fiorenzo Domenico Cecchi, è stato sospeso per un anno dalla Commissione nazionale per le società e la borsa.  Il provvedimento della Consob è stato firmato a luglio dal presidente Giuseppe Vegas ed la conseguenza di un'inchiesta del sostituto procuratore fiorentino Luca Turco che nel settembre dell'anno scorso portò alla denuncia di 15 promotori finanziari con le accuse a vario titolo di esercizio abusivo di attività finanziaria e appropriazione indebita.  Sotto la lente del Nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di finanza era finita la Brett Trading Company Ltd, una società con sede a Saint Kitts e Nevis, minuscolo paradiso fiscale delle Antille Olandesi che fa parte del Commonwealth, un posto dove gli yacht registrati sono uno ogni 50 abitanti.  Rappresentante in Italia della Brett Trading, forse anche il fondatore, sarebbe stato il promotore finanziario ed ex direttore di banca Silvano Bronconi, che poteva contare su un'altra sede a Londra, uffici operativi a Firenze e Francoforte, oltre che su una piccola ma efficiente rete di procacciatori d'affari.  All'epoca l'hanno definito un specie di Madoff all'italiana (dal nome del maxi-truffatore scoperto e condannato negli Stati Uniti), ma gli investimenti e i rendimenti proposti dalla Brett Trading non erano così vistosi. Certo, bisognava avere una "fiche" di almeno 100.000 euro per sedersi al tavolo che conta, ma poi ci si doveva "accontentare" di un rendimento annuo del 12%, vale a dire l'1% al mese, netto, che comunque non è poco di questi tempi.  Tutto regolare, dunque? Le Fiamme gialle e la Procura di Firenze non sono state di questo avviso. A Bronconi e ai suoi collaboratori è stata contestata la mancanza, da parte della società con sede nelle Antille, della necessaria autorizzazione per operare in Italia. Non si parla ancora di truffa, ma l'intera operazione è stata definita una specie di "catena di Sant'Antonio".  La Consob calcola che la rete dei promotori di cui faceva parte anche Fiorenzo Domenico Cecchi abbia indotto un centinaio di clienti residenti in Italia a sottoscrivere programmi d'investimento per un controvalore pari a circa 20 milioni di euro. Sulla carta intestata alla Brett Trading figurava l'indicazione "Contratto di programma d'investimento ad alto rendimento" con durata annuale rinnovabile a scadenza. Il capitolo dedicato al promotore pratese cita 16 investitori per un totale di 5 milioni e 955mila euro. L'avvio del procedimento di sospensione è stato comunicato lo scorso 1º aprile, ma non era il classico "pesce". Il promotore ha sostenuto di non aver mai esercitato l'attività di offerta "fuori sede" o di gestione di somme per conto della Brett Trading, ma di aver solo, in alcune occasioni e in perfetta buona fede, presentato a conoscenti e amici il soggetto a cui rivolgersi per effettuare gli investimenti.  Alla Consob però questo non è bastato e a luglio è scattata la sospensione cautelare dall'attività di promozione finanziaria per un anno.  Intanto non risulta che l'inchiesta avviata dal sostituto procuratore Luca Turco si sia ancora chiusa. Secondo quanto è stato riferito lo scorso settembre, il denaro degli investitori veniva inviato prima a Francoforte, poi a Londra. L'ideatore dell'affare sembra progettasse l'edificazione di un resort e di un campo da golf a 18 buche in provincia di Arezzo.

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