Gioco
Scelta la soluzione migliore sotto tutti i punti di vista
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Non vorrei sembrare presuntuoso nel pensare che il collega Biffoni, fra gli altri, si riferisse anche a me nel rilevare imbarazzo fra i consiglieri di maggioranza costretti a rinnegare - a suo dire - "il loro stesso disegno urbanistico di città nel giro di un mese". In ogni caso, credo siano opportune alcune riflessioni. Il raddoppio in quota è una soluzione da accogliere favorevolmente. Questa soluzione è la sintesi migliore dei molteplici aspetti che è necessario valutare quando si tratta di mettere in cantiere - e cioè di fare per davvero e non solo di ragionare di - un'opera pubblica di questa portata. Aspetti urbanistici, economici, logistici, tecnico-operativi ed ambientali nel senso più ampio del termine, che i colleghi dell'opposizione pare abbiano preso in considerazione solo parzialmente, nonostante conoscano bene la realtà dei luoghi, l'attuale congiuntura economica e siano stati edotti con dovizia di particolari, sulle problematiche tecnico-operative, nelle competenti commissioni consiliari. Certamente, ogni soluzione che si prospetti ha, in se, un proprio indice di gradimento e margini per essere migliorata. Riguardo l'interramento, non si può certo negare che, in astratto, come idea svincolata da una valutazione seria degli aspetti prima detti, fosse il meglio che si potesse pensare; un'idea che però si rivela non realizzabile - e che fatte le debite proporzioni pare proprio l'ultimo sogno di Pechino - è un'utopia e come tale lascia il tempo che trova. Sulla questione di aver rinnegato il nostro disegno urbanistico nel giro di un mese, devo precisare che, in questo senso, non abbiamo posizioni da difendere. Il fatto che il vigente Piano Strutturale prescriva l'interramento credo, invece, sia il motivo principale per cui - per posizione precostituita - l'opposizione si è schierata contro la soluzione odierna. Stefano Antonio Scali consigliere comunale Pdl componente IV commissione permanente
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