Il Tirreno

Prato

«Preghiamo per Sara e Imad»

Paolo Nencioni
Al centro, la madre di Sara Baldi
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Al centro, la madre di Sara Baldi

L'omelia del vescovo Simoni ai funerali della giovane uccisa

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 PRATO. «Siamo qui a pregare per Sara, ma anche per Imad» ha detto il vescovo Gastone Simoni durante l'omelia ai funerali di Sara Baldi, che sono stati celebrati ieri mattina in forma privata alla chiesa della Madonna dell'Ulivo, in via Zarini, due settimane dopo la scoperta dei cadaveri di Sara e del fidanzato Imad Merouane nell'appartamento al primo piano di via Ariosto 17.  Il vescovo ha voluto dunque ricordare innanzitutto che siamo di fronte a due giovani morti in maniera violenta, un dolore «intorno al quale - ha aggiunto - restano ancora tanti interrogativi». Non era questa, ovviamente, la sede per entrare nel merito degli interrogativi.  La chiesa di via Zarini ieri mattina era gremita di parenti e amici di Sara, avvertiti il giorno prima da un tam tam di telefonate, visto che la famiglia, come detto, aveva preferito far celebrare la funzione senza indicare il nome della chiesa. In prima fila i genitori, la nonna Imelde, la nuova compagna del padre, gli zii, le cugine, tutti coloro che si sono stretti intorno a Roberto Baldi e Daniela Galeotti subito dopo il dramma.  «Voi siete su una nave col mare in tempesta - ha detto il vescovo Simoni citando il Vangelo di Matteo e i discepoli sul lago di Galilea - Siete deboli e rischiate di affondare. E allora dovete fare come Pietro, non sfidate Dio temerariamente, ma siate pronti a far salire Gesù sulla barca, è la vostra salvezza».  Più tardi il vescovo ha fatto sapere di non aver amministrato il sacramento della confessione a Roberto Baldi, a differenza di quanto scritto ieri, ma di essersi trattenuto lunedì sera col padre di Sara nella cappella della Misericordia per un colloquio privato. Mezz'ora durante la quale, c'è da credere, il padre ha chesto il conforto della massima autorità religiosa cittadina in un momento particolarmente delicato.  La bara bianca di Sara è stata portata alla chiesa dai servizi funebri della Misericordia, che poi hanno provveduto alla sepoltura nel cimitero dell'associazione, in via Galcianese. In chiesa è stata notata la presenza di tanti amici e parenti di mezza età, relativamente pochi giovani, invece, almeno per il funerale di una ragazza di 23 anni.  Da Genova sono arrivate le condoglianze di Mohamed El Sayed Badel Lattif, presidente della comunità egiziana e amico di uno zio di Imad, che contina a chiedere che sia fatta giustizia.  Sul fronte delle indagini il caso non è ancora chiuso, nonostante l'ipotesi dell'omicidio-suicidio sia ancora la più accreditata. Per chiudere il cerchio servirebbero i risultati dello stub, affidati ai Ris di Roma, che diranno chi ha sparato. In caso di conferma dell'ipotesi prevalente, rimarrebbero da chiarire soltanto aspetti secondari legati all'inquinamento della scena del crimine e uno più importante: il vero movente di chi ha sparato.

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