Gioco
Gli "angeli del bello" puliranno gratis la chiesa delle Carceri
Maria Lardara
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Monsignor Carlo Stancari davanti alla facciata della chiesa imbrattata di scritte 2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Finalmente Giuliano da Sangallo smetterà di rivoltarsi nella tomba. E la basilica di Santa Maria delle Carceri, l'opera architettonica che l'ha reso celebre nella storia, potrà trovare pace. Via le pennellate in nero che deturpano il marmo verde e che imbrattano uno dei monumenti simbolo della città. A restituire splendore alla facciata della basilica in una mattinata di agosto penseranno nove "angeli del bello" un po' speciali. Capitanata dal presidente di categoria, Daniele Piacenti, una squadra di nove persone facenti capo al gruppo dei restauratori "Borgo al Cornio" di Confartigianato Prato entrerà in azione il prossimo giovedì 25 agosto. Qualcuno di loro anticiperà addirittura il rientro dalle vacanze pur di non perdersi quella che hanno ribattezzato la "Prima giornata di rimozione delle scritte dai paramenti lapidei e monumentali". «Questo evento - spiega Piacenti - vuole essere il primo di una lunga serie per contribuire alla salvaguardia dei beni artistici della città». Il lavoro di make-up sul retro della basilica che guarda verso via della Fortezza, laddove è più evidente l'imbrattatura cara a chi preferisce un modo scellerato di lanciare messaggi d'amore anziché spedirli sms, sarà tutto a carico degli artigiani anche. Una spesa, sia pure minima, che passa in secondo piano rispetto al gesto d'amore per la città. Armati di solventi in gel, i maestri di restauro utilizzeranno una tecnica di ripulitura "soft" per la superficie dell'alberese che, pur attraversando millenni di storia, si presenta molto delicata. Anche perché gli ultimi interventi di rimozione erano andati troppo in profondità rivelandosi troppo abrasivi per quel fragile materiale. Clamorosa fu l'imbrattatura della basilica con una spruzzata di bombolette spray blu nel settembre 2008. Più di recente i vandali hanno colpito nella primavera scorsa con una nuova ondata di scritte. E a metà maggio due ragazzini furono "beccati" dalle forze dell'ordine mentre stavano scrivendo con un pennarello nero sui muri della chiesa. I nove restauratori pratesi (i laboratori di Leonardo Schiavetti, Nicoleta Olariu e Leonardo Pecori, Claudio Berti, Michela De Ranieri, Lucia Maria Breschi, Letizia e Mauro Langianni e Nicola Napolitano, oltre naturalmente a Daniele Piacenti) si daranno da fare al fresco della mattina, dalle 8 alle 10. E l'iniziativa del 25, per la quale sono già stati interpellati don Carlo Stancari, arciprete della basilica e don Renzo Fantappiè dell'ufficio dei beni culturali diocesani, viaggia già su Facebook dove miete una valanfa di consensi e entusiasmi. «La battaglia per salvare i nostri monumenti dai vandali - sottolinea Piacenti - deve coinvolgere e sensibilizzare l'opinione pubblica». Il primo dado sarà lanciato il 25 agosto.
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