Il Tirreno

Prato

In dono una torta banane e lamponi

M.L.
In dono una torta banane e lamponi

Un dolce omaggio del ristorante Margherita al cantante

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 MONTEPIANO. Come lumache, i villeggianti di Montepiano escono dalle villette con l'ombrello dopo una mattinata di pioggia. Destinazione: il bar "Misericordia", al centro del paese, dove non si chiacchiera d'altro.  Gianni il cantante, Gianni il conduttore televisivo, Gianni l'attore. Cosa non si darebbe per strappargli un bacio o un autografo. A cominciare da Loretta, Iolanda e Rosanna, tre pensionate pratesi ospiti dell'albergo- ristorante Margherita. «Veniamo qui in vacanza ogni estate, a maggior ragione per Gianni abbiamo scelto di tornarci». Si respira un'aria quasi surreale in una Montepiano trasformata in set cinematografico per il primo ciak sui "Padroni di casa". Aria di festa per una piccola e sonnacchiosa comunità montana, non abituata a farsi invadere da una carovana di attori, tecnici, assistenti alla regia, scenografi e macchinisti.  Da mesi il regista Edoardo Gabbriellini frequenta questi luoghi e si tratta bene a tavola con piatti come tortelli e cinghiale cucinati dai ristoranti "Ca' del Setta" e "Margherita". E l'omaggio al ragazzo di Monghidoro ha il sapore di una torta ispirata al testo di una sua celebre canzone. Banane e lamponi sono gli ingredienti del dolce regalo che la 39enne cuoca del "Margherita" ha preparato per Gianni: «L'apprezzo come artista e per la sua personalità positiva», ammette la donna. E per ricordare l'incipit del famoso brano ("L'orologio batte l'una..") l'abile pasticcera ha disegnato una sveglia al sapore di cioccolata. Meno male che Elisabetta conosceva gli spostamenti della troupe. Dopo aver sfornato la torta a Montepiano, eccola intorno alle 14 volare a Mangona per consegnare il capolavoro nelle mani del festeggiato. «Ha usato la parola eccellente per descriverne il sapore», racconta emozionata la pasticcera. Alla corte di Morandi, Germano e Mastandrea è finita ieri mattina una coppia di centauri padovani. Anche per loro, come per tanti, è caccia alla troupe. Tanto da decidere di salire in sella per esplorare le meraviglie della natura di questi luoghi. «Abbiamo scaricato tutti articoli pubblicati dal Tirreno sul film prima di venire qui: restiamo due notti. Vogliamo seguire i movimenti della troupe», raccontano i padovani Diego Bortolletto e Marta Corso.

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