Il Tirreno

Prato

Donna rapinata da un bandito

In via Roncioni sono intervenute le volanti della polizia
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In via Roncioni sono intervenute le volanti della polizia

Ha raccontato di essere stata minacciata per strada con la pistola

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PRATO. E' scesa dalla propria auto e si è imbattuta in un bandito armato di pistola. Protagonista della disavventura, ieri pomeriggio poco prima delle 18, una donna che ha raccontato alla polizia di essere stata rapinata della propria borsa da uno sconosciuto poi fuggito a piedi. E' accaduto nella zona di via Roncioni. Senza troppe speranze le ricerche della polizia, soprattutto perché all'arrivo della prima volante sul posto è emerso che l'episodio era accaduto circa mezz'ora prima della chiamata al 113 e dunque il bandito avrebbe avuto tutto il tempo di allontanarsi indisturbato. Scarni, secondo la Questura, anche i particolari forniti dalla vittima dell'aggressione. La donna avrebbe parlato di un uomo italiano che indossava bermuda e avrebbe impugnato una pistola. Sembra non ci siano altri testimoni che possano confermare la versione fornita. Per questo la donna è stata invitata dai poliziotti ad andare oggi in Questura per formalizzare la denuncia. L'unica cosa certa è che la donna non è stata picchiata dal bandito, che si sarebbe limitato a minacciarla per convincerla a mollare la borsa. Ancora da quantificare il bottino, anche se non dovrebbe essere ingente. La volanti della polizia hanno comunque effettuato delle ricerche in tutta la zona, sulla base della descrizione fornita dalla vittima della rapina, ma fino a ieri sera nessun sospetto era stato individuato. Non vorrei sembrare presuntuoso nel pensare che il collega Biffoni, fra gli altri, si riferisse anche a me nel rilevare imbarazzo fra i consiglieri di maggioranza costretti a rinnegare - a suo dire - "il loro stesso disegno urbanistico di Città nel giro di un mese". In ogni caso, credo siano opportune alcune riflessioni. Il raddoppio in quota è una soluzione da accogliere favorevolmente. Questa soluzione è la sintesi migliore dei molteplici aspetti che è necessario valutare quando si tratta di mettere in cantiere - e cioè di fare per davvero e non solo di ragionare di - un'opera pubblica di questa portata. Aspetti urbanistici, economici, logistici, tecnico-operativi ed ambientali nel senso più ampio del termine, che i colleghi dell'opposizione pare abbiano preso in considerazione solo parzialmente, nonostante conoscano bene la realtà dei luoghi, l'attuale congiuntura economica e siano stati edotti con dovizia di particolari, sulle problematiche tecnico-operative, nelle competenti commissioni consiliari. Certamente, ogni soluzione che si prospetti ha, in se, un proprio indice di gradimento e margini per essere migliorata. Riguardo l'interramento, non si può certo negare che, in astratto, come idea svincolata da una valutazione seria degli aspetti prima detti, fosse il meglio che si potesse pensare; un'idea che però si rivela non realizzabile - e che fatte le debite proporzioni pare proprio l'ultimo sogno di Pechino - è un'utopia e come tale lascia il tempo che trova. Sulla questione di aver rinnegato il nostro disegno urbanistico nel giro di un mese, devo precisare che, in questo senso, non abbiamo posizioni da difendere. Il fatto che il vigente Piano Strutturale prescriva l'interramento credo, invece, sia il motivo principale per cui - per posizione precostituita - l'opposizione si è schierata contro la soluzione odierna. Un motivo non certamente tecnico, ma politico del quale, a meno di una rischiosa operazione di trasformismo, l'opposizione ne dovrà render conto alla stragrande maggioranza della Città che aspetta da una vita di poter scorrere agevolmente lungo l'asse della Declassata. Per quanto ci riguarda, con l'approvazione definitiva della variante al RU, a cui fà riferimento il collega, abbiamo agito con responsabilità reiterando quel tipo di scelta per mantenere coerenza fra lo Strumento (PS) e l'atto (RU) urbanistico in questione, perchè questo è ciò che il passaggio formale, dal punto di vista normativo imponeva, a meno che non si decidesse di rimettere tutto in discussione, tutto un impianto che, come ho avuto modo di riferire in Consiglio, giudico complessivamente positivo. L'inserimento dell'opera nella "Legge obiettivo" cambia, in ogni caso anche da questo punto di vista, lo scenario, offrendo un'opportunità che supera le questioni urbanistiche anzidette e che, saggiamente, questa Amministrazione ha deciso di cogliere al volo, nella consapevolezza di fare il bene della Città. Di fronte ad opportunità del genere, per le quali - non dimentichiamoci - vanno sapute creare le condizioni, serve veramente a poco questionare sul "c'è scritto", "l'avevate detto", "rinnegate voi stessi" o ancora, sventolare i programmi altrui e non mi preoccuperei neppure di chi potrà, un giorno, inaugurare l'opera; serve piuttosto riflettere sul significato di una massima del poeta e scrittore Statunitense James Russel Lowel, che individuava due tipologie di individui che non cambiamo mai opinione. Stefano Antonio Scali Consigliere comunale PDL - Prato componente IV Commissione Consiliare Permanente

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