Gioco
La Provincia spieghi dove sono finiti 15mila euro per il Centro di Galceti
Pamela Bicchi presidente Fondazione Csn
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Sono lusingata nello scoprire che si sono scomodati ben tre assessori della Provincia per rispondermi. Ero certa si fosse capito che la mia era una richiesta di aiuto, un appello alla condivisione dei problemi che il Csn ha. Non era una polemica. Invitavo proprio io a non strumentalizzare politicamente il cambio politico di gestione della Fondazione Csn. Ma tant'è. Gli assessori si affannano in un lungo elenco di impegni economici all'Anpil del Monteferrato (ma io sono la Presidente del Csn, che ci azzecca?), e i 45.000 mila euro dati nel 2010 per il recupero fauna selvatica proprio al Csn. Cari assessori, sapete benissimo che quei soldi sono stati dati dalla Regione e non dalla Provincia, soldi da girare proprio al Csn (noi, lo ricordo, siamo entrati in carica a fine gennaio 2011). E che soprattutto il contributo era di 60.000. Si dovrà spiegare a noi e ai pratesi, dove sono finiti i 15.000 trattenuti. Auspicate una ripresa per il servizio del recupero della fauna selvatica (ed è la cosa che mi starebbe più a cuore), ignorando che c'è un'indagine in corso e l'importante investimento che richiederebbe la messe a norma della struttura; ignorando soprattutto che la competenza di questo servizio è provinciale e che quindi, tutto ciò che concerne spese, scelte di strutture e forze da mettere in capo, dipendono esclusivamente dalla Provincia. Auspicate più confronto che, secondo voi non ho mai cercato. Al tavolo per il recupero fauna, richiesto da me, lo scorso 30 marzo ero seduta in un bellissimo ufficio affacciato sul giardino Buonamici, e con me vi erano rappresentanti della Provincia di Pistoia, di Livorno e di Lucca. Di assessori pratesi, neppure l'ombra. E non mi ha ricevuto nessuno, tranne un dirigente, lo scorso giugno quando io, insieme al neo direttore, venivo a chiedere spiegazioni e aiuto per un rilancio del Centro. La Provincia è bravissima a instaurare tavoli e tavolini sui problemi della città. Ma purtroppo, ad apparecchiarli, ci devono pensare sempre gli altri.
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