Il dolore
Allarme per Rambo che va da Mondanelli Ma era per una donna
Barbara Burzi
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Sopra, i vigili alla stazione per Lombardi e lincontro con lassessore 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Un volto noto ai servizi sociali ha fatto irruzione ieri mattina nell'assessorato di via Roma chiedendo con insistenza dell'assessore Dante Mondanelli. Dati i precedenti, si temeva che Piero Lombardi, detto anche "Rambo", fosse malintenzionato. L'evidente stato di agitazione dell'uomo ha fatto scattare l'allarme delle forze dell'ordine, rientrato subito dopo il faccia a faccia con Mondanelli. Per dichiarare lo stato d'allerta è bastata una telefonata arrivata poco prima dell'apertura al pubblico degli uffici comunali. Ad alzare la cornetta Don Mauro Frasi, il parroco a cui fa capo la struttura di accoglienza di Montevarchi, dove Lombardi è stato inserito di recente con un programma di inclusione concordato con i servizi sociali. L'uomo, un ex tossicodipendente di 58 anni con numerose condanne per vari reati, vive una situazione di forte disagio personale ed è reduce da un lungo periodo di detenzione. La scorsa notte non è rientrato a dormire e ieri mattina ha lasciato la struttura insieme a una donna che, a sua volta, sarebbe dovuta rientrare in una struttura d'accoglienza di Carmignano. Dopo aver verificato che salissero sul treno verso Prato come avevano lasciato detto, Don Mauro, per precauzione, ha avvisato Mondanelli dell'imminente arrivo della coppia. Non lo avrebbe fatto se non avesse avuto il forte sospetto che l'uomo potesse essere armato di coltello e quindi intenzionato a minacciare il personale dei servizi sociali. Non è infatti la prima volta che Lombardi semina il panico rendendosi protagonista di azioni spregiudicate. L'ultima risale a poco meno di un mese fa, quando nel reparto di Medicina dell'ospedale, si era cosparso di alcol minacciando di darsi fuoco. Per gli altri pazienti del reparto furono minuti di terrore. Stavolta, però, la faccenda si è tinta di rosa una volta appurato che ad aver spinto Lombardi a compiere quest'ultima impresa è stato l'amore verso la sua compagna di viaggio. «Mi creda dottor Dante - ha esclamato l'uomo - l'ho fatto solo per affetto. Provi a mettersi nei miei panni: dopo 31 anni di carcere incontro una donna che dice di volermi bene. Dopo tutto, chiede solo di essere aiutata; è per questo che sono venuto qui, non certo perché abbia qualcosa da recriminare contro quest'assessorato». Dal canto suo, Mondanelli ha invitato l'uomo a prendersi più cura di sé e a non farsi carico di altri problemi. «In questo momento devi pensare a sostenere te stesso - gli ha risposto - Se vuoi dimostrarmi davvero la tua riconoscenza, continua a stare nel progetto che hai accettato di seguire». Fatto sta che ad attendere l'uomo ieri c'erano anche le forze dell'ordine, ma per fortuna non c'è stato bisogno di intervenire. All'uomo è stato ritirato il marsupio per verificare che non fosse armato, dopodiché è stato fatto entrare in attesa del faccia a faccia con Mondanelli, che non si è sottratto al confronto. «Non sono un eroe - ha commentato - d'altra parte, ho il dovere di tutelare le persone che lavorano qui e di ascoltare quelli che si rivolgono a noi per un qualche problema. Purtroppo, le situazioni di disagio aumentano».
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