Attenzione
Tre alloggi per ragazzi disagiati
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L’assessore Dante MondanelliParte il progetto del Comune "Si può fare"
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PRATO. "Si può fare". Non è tanto per dire: si farà. L'assessore Dante Mondanelli ha strappato un accordi di massaimo sul futuro di quella che una volta era il progetto del "Bar sotto il mare" e che oggi diventa il progetto appunto "Si può fare". «Non è stato facile - commenta l'assessore al Sociale e sanità - ma alla fine ci siamo riusciti». In ballo anche poco più di 250mila euro di finanziamento regionale che rischiavano di andare persi.
Invece non lo saranno. Il "Bar sotto il mare" voluto dalle associazioni che si occupano di disagio, soprattutto giovanile, in particolare la Polisportiva Aurora, sul quale ha lavorato e anche molto il dipartimento di Salute mentale, prevedeva la realizzazione di alcune abitazioni da destinare ai ragazzi con una serie di servizi ludici, ricreativi, didattici.
Il tutto avrebbe dovuto nascere in una ex casa colonica in via Toscana (ex casa della musica) che i macrolottisti donarono al Comune nel 1996. Progetto bello ma sfortunato perché giudicato poco idoneo alle finalità per le quali nasceva. Cosa accade ora? Che il progetto da citazione di Stefano Benni si trasforma in citazione cinematografica e procede. «L'amministrazione - spiega Mondannelli - realizzerà tre appartamenti da destinare a ragazzi disagiati, così come prevedeva l'intervento precedente».
Dove, ancora, non si può dire. «Sono due le opzioni ma che per il momentoi - aggiunge l'assessore - devono restare riservati altrimenti ancora tutto può andare all'aria». Dunque localizzazione top secret. Ma ancora per poco. Stabiliti, invece, i criteri: nelle case destinate ai ragazzi con disagio mentale, Asl e Comune forniranno personale di assistenza sia sul fronte del sociale sia su quello medico. Altra cosa certa, invece, è che il Comune recupererà il primo piano del centro fondato dalla Poliportiva Aurora alle Pantanelle, oggi inagibile, che verrà utilizzato come spazio comune per i ragazzi che in futuro andranno nelle nuove case ma anche per gli assistiti dell'associazione.
Invece non lo saranno. Il "Bar sotto il mare" voluto dalle associazioni che si occupano di disagio, soprattutto giovanile, in particolare la Polisportiva Aurora, sul quale ha lavorato e anche molto il dipartimento di Salute mentale, prevedeva la realizzazione di alcune abitazioni da destinare ai ragazzi con una serie di servizi ludici, ricreativi, didattici.
Il tutto avrebbe dovuto nascere in una ex casa colonica in via Toscana (ex casa della musica) che i macrolottisti donarono al Comune nel 1996. Progetto bello ma sfortunato perché giudicato poco idoneo alle finalità per le quali nasceva. Cosa accade ora? Che il progetto da citazione di Stefano Benni si trasforma in citazione cinematografica e procede. «L'amministrazione - spiega Mondannelli - realizzerà tre appartamenti da destinare a ragazzi disagiati, così come prevedeva l'intervento precedente».
Dove, ancora, non si può dire. «Sono due le opzioni ma che per il momentoi - aggiunge l'assessore - devono restare riservati altrimenti ancora tutto può andare all'aria». Dunque localizzazione top secret. Ma ancora per poco. Stabiliti, invece, i criteri: nelle case destinate ai ragazzi con disagio mentale, Asl e Comune forniranno personale di assistenza sia sul fronte del sociale sia su quello medico. Altra cosa certa, invece, è che il Comune recupererà il primo piano del centro fondato dalla Poliportiva Aurora alle Pantanelle, oggi inagibile, che verrà utilizzato come spazio comune per i ragazzi che in futuro andranno nelle nuove case ma anche per gli assistiti dell'associazione.
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