Proteste
In consiglio: Fli si astiene ma solo a metà, lopposizione vuole linterramento parziale. La delibera passa ma con numeri risicati
Galoppa il maxi cavalcavia al Soccorso
◗
Il cavalcavia del Soccorso Sull'infrastruttura intesa firmata a Roma col ministro. Ma di soldi non si parla
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Il cavalcavia al Soccorso potrà procedere come un treno. Soprattutto grazie alla creatività di Futuro e libertà che ieri, in consiglio comunale dove è approdata a tambur battente la delibera del raddoppio in sopraelevata, si è inventata l'astensione a metà: si è astenuta sul progetto ma a votato a favore dell'immediata eseguibilità. Alchimie politiche di un gruppo che in maggioranza sta stretto. Passaggio di Riccardo Bini coordinatore di Fli: «Ci asteniamo con amarezza non perché siamo contro l'opera ma sul metodo della maggioranza che continua a non condividere le decisioni». Vertici a profusione per convincere Fli che non era il caso visti i numeri risicati dei presenti (3 consiglieri di maggioranza assenti), poi la scelta finale: superare i venti sì garantiti (l'immediata eseguibilità ha bisogno di almeno 21 voti) con i due di Futuro e libertà. Risultato: 22 favorevoli, 13 contrari. Contro ma non troppo. Giornata convulsa quella di ieri per il futuro viadotto tra via Marx e viale Nenni (600 metri con terrapieno prima e dopo, in mezzo 300 metri di viadotto sorretto da piloni di cemento alti circa sei metri e con sopra un altro paio di metri di barriera antirumore). Perché in mattinata il sindaco Roberto Cenni, l'assessore Filippo Bernocchi, l'assessore provinciale Ivano Menchetti e l'assessore regionale Luca Ceccobao, hanno avuto l'incontro fissato con il ministero Altero Matteoli per la firma del protocollo d'intesa sulle opere infrastrutturali per Prato. «Un grande risultato per tutta la città - ha affermato Bernocchi - perché è la prima volta che un pacchetto di interventi destinati alla città viene incardinato in una legge quadro nazionale». E il valore del vertice, effettivamente, sta lì. Come d'altronde ha sottolineato Menchetti che però ha fatto anche notare che «nel Piano territoriale di coordinamento (Ptc, lo strumento urbanistico della provincia ndr) il raddoppio della Declassata è previsto con l'interramento». Nel protocollo d'intesa per Prato si individuano come priorità il completamento della seconda tangenziale, il collegamento con l'Asse delle Industrie, il raddoppio della Declassata, il completamento di Interporto e lo sviluppo dei collegamenti su ferro nell'area metropolitana con tecnologie innovative per i collegamenti con Firenze (leggi tram-treno). Ma di soldi non si fa menzione. Nell'ultimo dei sei articoli del patto, si precisa anzi che «le parti si impegnano ciascuna per la propria competenza a valutare la possibilità di reperire risorse finanziarie per attuare gli interventi, compatibilmente con le disponibilità di Bilancio e del patto di stabilità. In relazione - si legga ancora - al raddoppio della Declassata il ministero delle Infrastrutture si impegna a reperire le risorse necessarie entro la data d'inizio dei lavori prevista entro il primo semestre del 2012». Punto e basta. Nessuna quantificazione. Assenza che ha lasciato perplessi i consiglieri d'opposizione. La battaglia consiliare si è comunque combattuta sul filo di due idee forti: quella della maggioranza e del sindaco che affermano la bontà del viadotto, opera meno impattante e da poter realizzare velocemente, mentre per l'opposizione Pd, d'accordo sul raddoppio, è sbagliata la scelta progettuale: meglio l'interramento parziale più o meno dello stesso costo con enormi benefici per il quartiere. La sintesi è stata del capogruppo Massimo Carlesi: «Il sindaco in campagna elettorale aveva promesso che obbrobri come quelli del passato, lui non ne avrebbe fatti. Sappia il sindaco che il cavalcavia è un obbrobrio». C.O.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
