Il Tirreno

Prato

AMBIENTE

Povero Galceti orfano dei poveri animali diseredati

Maria Labadessa

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 «Restiamo umani». Queste parole molto belle ci ricordano qualcuno che di recente si impegnava per la giustizia e che non c'è più. Ma, a volte è il prezzo che si paga, quando sono molti coloro che stanno a guardare ad ascoltare senza fare nulla per difendere le cose vere, le cose importanti della vita e tra queste ci sono tutte le creature umane ma anche animali. Ora: il Centro di Scienze naturali del comune di Prato è proprio una Fondazione dello stesso comune. Si trova a Galceti ed è costituito da un museo di scienze naturali con 750 mq di sale espositivie e da un parco ambientale di 160mila mq con animali liberi in cura e in riadattamento. Organizza numerose attività scientifiche, didattiche, di educazione protezione ambientale e di ecoturismo per un migliore rapporto tra uomo e natura. Questa è la descrizione iniziale del depliant per pubblicizzare il Centro di scienze naturali, comprese le attività che svolge. Vorrei però parlare solo dell'attività che riguarda gli animali liberi in cura e in riadattamento.  Il direttore del centro di Scienze naturali, il signor Gilberto Tozzi, con la sua cara famiglia, ha lavorato per anni con dedizione e amore verso creature bisognose d'aiuto, animaloi selvatici feriti e da curare o piccoli da allevare. Per qualche ragione abbastanza oscura gli è stato tolto l'incarico, oltre a ciò, non si capisce perchè è stata cessata questa attività specifica che è uno degli scopi più importanti della Fondazione stessa. Per far cessare tutto ciò si è trovato il mezzo più subdolo del mondo e della storia, quello di infangare il nome di brave persone. Gli animali feriti o da crescere non saranno più accolti nel centro e non gli sarà più data nessuna possibilità di vita perchè il centro dispone anche di molti volontari che ora rimarranno inutilizzati. Rimarrà, forse solo un parco dove si potrà passeggiare come in un qualsiasi bosco privato dello scopo principale, dare cioè un habitat ai poveri animali diseredati.  La soluzione tragica che si prospetta è quella di essere abbandonati al bordo di una strada, feriti e magari messi in pentola, oppure lasciati morire senza pietà o alla meno peggio essere raccolti dalla polizia provinciale per poterli far curare (non si sa da chi) e poi essere reintrodotti nello stesso ambiente dove sono stati raccolti.  La situazione si complica a scapito degli animali stessi che non trovano un tempestivo soccorso e perciò non avranno una prospettiva di vita. La nostra speranza è quella di creder ancora nell'"umanità" degli uomini che comprende l'amore per tutti gli esseri viventi, animali compresi.

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