Sicurezza
Concordato Sasch al 18,7%
Ilenia Reali
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La Sasch e il sindaco Cenni, socio dellazienda Debiti con lo Stato per quasi 5 milioni. Passivo di 95 milioni
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PRATO. Novantacinque milioni e spiccioli di euro di passivo, di cui circa 4 milioni e 800.000 euro di debiti tributari e previdenziali, 64 milioni nei confronti delle banche e, due milioni e 156.000 vantati dai dipendenti (Tfr compresi). Stanno arrivando in questi giorni ai creditori le lettere del concordato della Sasch spa. Queste le cifre della società di abbigliamento. Numeri a cui si devono sommare quelli delle altre 17 società del gruppo. Ai creditori privilegiati andrà il 100 per cento dei propri crediti, ai chirografari il 18,71 per cento. IL CONCORDATO. La proposta di concordato è per cessione integrale dei beni e non sono state previste fasce se non quelle previste per legge: ci sono quindi i prelatizi (assistiti da privilegio o muniti di ipoteca o pegno) di cui fanno parte - in questo caso -, solo le spese della procedura; i privilegiati cioè i lavoratori dipendenti, alcuni fornitori, lo Stato (tra cui l'Inps) e debiti vari, questi per un milione e mezzo di euro; i chirografari che prenderanno il 18,71% di cui fanno parte le banche per l'intero importo e i fornitori per circa 14 milioni di euro. Infine c'è la fascia dei postergati, in questo caso sono i debiti tra le società del gruppo che verranno liquidati solo se i chirografari riscuoteranno il 100%. COMUNICAZIONI DEL CREDITO E ADUNANZA. I creditori dovranno inviare tutta la documentazione entro il 30 settembre mentre il 3 novembre, alle 9,30, è fissato l'appuntamento con l'assemblea dei creditori che dovranno esprimere il proprio voto e quindi, se intendono o meno, accettare la proposta di concordato. I commissari (Lorenzo Stanghellini, Evaristo Ricci e Leonardo Castoldi) presenteranno tre giorni prima la relazione nella cancelleria del Tribunale e nella lettera inviata ai creditori invitano a visionarla anche perché «i creditori potranno evincerne elementi per l'espressione del voto». LE MODIFICHE. La lettera inviata ai creditori è una sintesi del concordato presentato dai professionisti della Sasch spa. Lo scorso maggio i professionisti avevano richiesto al Tribunale una proroga per modificare il concordato presentato a gennaio e questo aveva reso necessario far slittare l' assemblea prevista inizialmente per il 30 maggio. La proroga fu richiesta per sistemare alcune cose inerenti ai debiti tra le società del Gruppo: modifiche che in base alle percentuali rese note - dalla stessa Sasch alla data di presentazione del primo concordato - hanno portato a un abbassamento della percentuale riconosciuta ai chirografari passata da circa il 23% all'attuale 18,71%. VIA MONTEVERDI. La newco costituita dalle famiglie Cenni e Giovannelli è citata nella lettera ai creditori solo per spiegare che la «società Sasch spa non proseguirà la propria attività ed ha concesso in affitto la propria azienda a una nuova società, Via Monteverdi appunto, la quale ha presentato una domanda irrevocabile d'acquisto subordinatamente all'avverarsi di condizioni sospensive che saranno descritte e valutate nella relazione dei commissari. La condizione a cui fanno riferimento i commissari è illustrata nel contratto d'affitto (si trova facendo una visura alla Camera di commercio) in cui si dice che «l'offerta d'acquisto è subordinata al passaggio in giudicato del decreto di omologazione del concordato preventivo e all'aver trovato entro 15 giorni dall'adunanza dei creditori un partner finanziario che sostenga l'operazione». Tradotto, i creditori dovrebbero votare sulla fiducia.
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