Finanza
Il Comune intanto deve risarcire sei creditori per 260mila euro. Caverni: «I soldi sono quelli dellappalto»
Raddoppio del Pecci, una speranza c'è
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Sotto lassessore Roberto Caverni a destra il cantiere per il raddoppio del museo Pecci Il Consorzio Etruria ha presentato richiesta di concordato in continuità
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PRATO. Raddoppio del Pecci, una speranza c'è. Il cantiere bloccato dallo scorso maggio, per le difficoltà ecomiche del Consorzio Etruria, impresa vincitrice dell'appalto per oltre 5 milioni e 500mila euro, potrebbe riaprire. Prima o poi. Perché il Consorzio ha presentato domanda di concordato in continuità. Una formula che se accettata dal giudice consentirebbe la ripresa dei lavori. La richiesta di concordato in continuità che prevede la possibilità per l'impresa di portare a termine quei lavori il cui pagamento è garantito, quindi opere pubbliche già finanziate come il Pecci-bis, appunto, è stata presentata e accettata. Per essere omologata e quindi diventare attiva, si dovrà attendere l'accordo con i creditori. Solo allora - se accordo ci sarà - il cantiere in viale della Repubblica potrà essere riaperto. Questione di mesi. Il Comune intanto dovrà far fronte a quelle richieste di pignoramenti conto terzi, arrivate negli uffici di palazzo comunale a valanghe nei mesi scorsi, avanzate da quelle impresa che hanno avviato le pratiche prima della richiesta di concordato. «Abbiamo sempre dato la massima disponibilità a liberare le risorse - spiega l'assesore ai Lavori Pubblici Roberto Caverni che da settimane, anche con incontri con lo staff tecnico del Consorzio, lavora per trovare una soluzione al pasticcio-Etruria - A questo punto preleveremo una parte dei fondi necessari al raddoppio del museo e li gireremo ai creditori dell'impresa. Quando il cantiere riaprirà, il rapporto economico riprenderà direttamente con il Consorzio». La determina è di pochi giorni fa: del 25 luglio scorso è stabilisce - dopo le due udienze del giudice dell'esecuzione del tribunale di Prato avvenuta la prima l'8 giugno e notificata in Comune il primo luglio, la seconda del 22 giugno - il risarcimento delle partite in capo ad alcuni subappaltatori per complessivi 261mila 451 euro. Sei i creditori ai quali il Comune dovrà dare il denaro: La Rossi Raffaello&c con sede a Isola di Roccalberti di Camporgiano, in provincia di Lucca, una società che realizza prefabbricati per l'edilia alla quale andranno 113mila 912 euro; la Cambi Luigi scpa (legale rappresentante Luigi Cambi) società edilizia di Prato con sede in via Borgo Casale creditrice per poco più di 30mila euro. Altrettanti (34mila 534) alla Banchelli srl, altra impresa edili di Prato (legale rappresentante Mario Banchelli) con sede in via Traversa delle Caserane. Da risarcire anche la Isomec srl, impresa di impermabilizzazione coperture e fotovoltaico, domiciliata a Prato in via Ferrucci, ma con sede a Parma il cui credito è di 67mila euro. Infine la Sasso società cooperata e la Lunardi Movimento srl, società di movimentazione terra cui andranno rispettivamente 9 e 6mila euro. Il saldo dei creditori avverrà ben presto e attraverso versamenti bancari. Poi, per il Comune, si tratterà di attendere i tempi tecnici della procedura concorsuale per capire che fine farà il cantiere del Pecci. Certamente la opere che erano iniziate nei tempi previsti e per la prima parte condotte in anticipo sulla tabella di marcia, subiranno un ritardo - nella migliore delle ipotesi - di almeno sei mesi. C.O.
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