Il Tirreno

Prato

Prende corpo l'ipotesi dell'omicidio-suicidio

Prende corpo l'ipotesi dell'omicidio-suicidio

Ora si aspettano i risultati dello Stub e dei Ris. Accanto ai corpi trovato il Corano

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PRATO. Il caso non è chiuso ma la nebbia intorno alla morte di Sara Baldi e Imad Merouane si sta, piano piano, diradando. La pista di un omicidio suicidio è a oggi la prevalente. E anche se ancora mancano i risultati di accertamenti importanti, uno per tutti lo stub (per capire chi ha sparato tra Imad, Sara e il padre di lei, Roberto Baldi) si può già cominciare a ricostruire cos'è accaduto nell'appartamento del primo piano di via Ariosto, al civico 17. E anche i Ris, con i loro risultati, porteranno nuove informazioni.   OMICIDIO-SUICIDIO. Da una prima ricostruzione sarebbe stato Imad a imbracciare il fucile e a sparare alla fidanzata. E sempre lui sarebbe stato, con ogni probabilità e nel tentativo di togliersi la vita, a ferirsi con il coltello da cucina. Prima ha provato tagliandosi il volto, forse perché in quei momenti drammatici, non riusciva a colpirsi al collo, poi ha tentato con l'addome e con il polso. I primi risultati dell'autopsia consegnati ai sostituti procuratori Paolini e Pieri parlano di ferite non profonde. LA MORTE DI SARA. Sara Baldi è morta per un colpo di fucile sparato al petto, nella parte sinistra. La ferita ha una traettoria che attraversa il tronco per aprirsi sul dorso. Il colpo è stato sparato da distanza ravvicinata. E' probabile che la ragazza fosse sdraiata su un fianco. Non ha altre ferite e non si esclude che la morte possa essere avvenuta mentre già stava dormendo. Nel caso di Sara, fin dai primi giorni, si era capito che non poteva essersi suicidata.   LA MORTE DI IMAD. I suoi ultimi momenti di vita sono stati quelli più difficili da ricostruire. E ancora ci sono dei punti da chiarire. E' probabile che, dopo aver ucciso la ragazza, in uno stato confusionale abbia girato per casa in stato di choc, abbia preso i coltelli e tentato con questi di togliersi la vita, ferendosi al volto, al fianco e sul polso sinistro. Non riuscendo a raggiungere l'obiettivo ha ripreso a girare per casa, disperato, quasi in uno stato di follia. Le ferite che si era procurato perdevano molto sangue e così ha imbrattato le varie stanze della casa. Preso dal dolore e dalla rabbia cieca, avrebbe travolto alcuni oggetti finché non avrebbe preso nuovamente il fucile e si sarebbe sparato alla testa. Il colpo mortale è partito dal basso verso l'alto (probabile che Imad fosse seduto sul trapuntino accanto alla ragazza già priva di vita) asportandosi una parte del volto. A questo punto è crollato sul trapuntino e in questa posizione è stato ritrovato. IL CORANO. Imad da qualche mese aveva preso a studiare il Corano e si stava riavvicinando, dopo un periodo di sostanziale distanza, all'Islam. Il Corano, con appunti scritti in arabo, è stato trovato accanto al ventisettenne. IL FUCILE. Se l'ipotesi di omicidio-suicidio venisse confermata rimane da comprendere perché, qualcuno della famiglia di Sara Baldi, abbia riportato l'arma nel ripostiglio del piano di sotto. Qualcosa i congiunti avrebbero spiegato agli inquirenti: si tratta di motivi, non resi noti, ma legati a reazioni personali. Va evidenziato infatti che lo spostamento non ha reso difficoltoso il ritrovamento del fucile che, tra l'altro, non è stato ripulito. Uno dei due fucili sequestrati infatti era sporco di sangue e le tracce erano evidenti. IL MOVENTE. Qui è difficile fare qualunque ipotesi perché nessuno sembra al corrente del motivo scatenante nè sono stati lasciati messaggi o lettere. E niente emergerebbe dagli sms ritrovati sui telefoni di Imad e Sara. La sensazione è che, oltre a un ovvio motivo scatenante, l'embrione sia da ricercarsi nei rapporti creatisi all'interno della coppia: Sara era una donna sì riservata ma aperta ai rapporti con gli altri. Da quando stava con Imad il loro rapporto era vissuto in modo molto esclusivo.  Non è quindi escluso che Imad fosse possessivo e covasse gelosia nei confronti della bella Sara. Deduzioni ovviamente che si possono fare solo a tragedia avvenuta: dall'esterno infatti il legame tra loro pareva avesse raggiunto un equilibrio che li rendeva felici. Così almeno raccontano le persone che li hanno visti insieme.  Anche su questo sono in corso attività di indagine. Ora non rimane che attendere i risultati degli accertamenti. In attesa di conferme. O, di poco probabili ormai, colpi di scena. ALTRO SERVIZIO A PAG. 9

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