Sicurezza
In Oncologia con la racchetta antizanzare
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Le zanzare tormentano i pazienti del reparto di Oncologia 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO.Un ospite indesiderato si aggira tra i reparti dell'ospedale. Misericordia e Dolce. Pungente e invisibile, sta diventando una vera tortura quotidiana per i pazienti e il personale sanitario. Dove dovrebbero regnare tranquillità e riposo, si cerca invece riparo dal fastidioso insetto come meglio si più. E così le tante ore passate stando rintanati in quelle quattro mura si trasformano in caccia alle temutissime zanzare. Puntuali con il caldo, non danno tregua soprattutto ai pazienti ai malati del reparto di Oncologia già messi a dura prova da uno stato di salute debole e da difese immunitarie basse. Le zanzare che volano e stazionano nei corridoi sono argomento di chiacchiera tra i malati di oncologia. Un nemico giurato della signora Anna, intenta a rimboccare la minestrina al marito all' ora di pranzo. «Sono due mesi che facciamo avanti e indietro dall'ospedale e le zanzare non ci hanno mai abbandonato» racconta. «Mia figlia deve coprirsi per bene prima di venire qui, se non vuole tornare a casa piena di bolle». La realtà è che quest'estate i diffusori al piretro dell'ospedale sono in disuso: ben venga allora il fai da te tra i ricoverati per meglio proteggersi dalle punture. C'è chi si è portato il fornellino da casa con le pasticche, c'è chi come un giovane paziente nigeriano si è attrezzato con tanto di racchetta fulmina-insetti riposta sul comodino della stanzetta di degenza. «L'ho pagata 5 euro ed è decisamente comoda. Ma così tante zanzare fa notare in un luogo che dovrebbe brillare per igiene non me l'aspettavo». Qualche fragile paziente anziano mostra i segni del passaggio notturno degli odiosi insetti: «Si notano anche di giorno da quanto sono grosse. Ho tre bolle su una gamba e aspetto che mia figlia mi porti una pomata contro il prurito». L'arrangiarsi con metodi propri caro a qualche degente, dalla racchetta elettrica alle piastrine insetticide, non sempre è visto di buon occhio dai compagni di letto. Ironizza Fabio Baldi, presidente del Centro per i diritti del malato: «Sulla battigia è vietato usare i racchettoni. Nelle corsie del nostro ospedale è diventata una necessità per utenti e operatori. Le zanzare imperversano e l'ospedale non predispone nessuna difesa. Il disagio è per tutti palpabile ma in modo particolare per i malati che non sono in grado di difendersi in autonomia. Invitiamo chi di competenza a prendere, con la dovuta priorità, i necessari provvedimenti a tutela dei cittadini in regime di ricovero». Ma le zanzare dovrebbero avere i giorni contati. Il loro scorazzare liberamente dipenderebbe da un disguido con la ditta che avrebbe dovuto sostituire i vecchi diffusori di piretro. A dare rassicurazioni a tal proposito è Rosalba Becherini, responsabile igiene delle strutture sanitarie di Asl 4. «Le macchinette erano in disuso, quelle nuove sono state installate all'hospice e alla rsa Rosa Giorgi. C'è stato un po' di ritardo nella fornitura della ditta ma nel giro dei prossimi giorni procederemo con la sostituzione in oncologia, geriatria e altri reparti».
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