Il Tirreno

Prato

Gida si conferma un'eccellenza

Carlandrea Poli
Le vasche di depurazione di Gida
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Le vasche di depurazione di Gida

Utile di quasi 500mila euro nel bilancio 2010. Longo: «Grazie a rifinizioni e finissaggio». Avanti con digestore e inceneritore

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 PRATO. Gida si conferma sempre di più una delle eccellenze della città. L'unica società partecipata, fra l'altro, rispetto alla quale nessun partito avanza obiezioni sulla sua gestione.  I numeri parlano chiaro: nel 2010 la società di depurazione delle acque guidata da un biennio dall'industriale Carlo Longo ha toccato 474 mila euro di utili dopo l'applicazione delle imposte. Un risultato d'esercizio di per sé invidiabile, ma con tutte le carte in regola per migliorare nel 2011. Non si tratta semplicemente di un'ambizione vagamente velleitaria degli amministratori, ma del risultato positivo dei primi sei mesi del 2011. Al 30 giugno l'utile netto ha toccato la quota magica di 500 mila euro e promette di crescere da qui alla fine dell'anno. «Questi dati sono il frutto di oculati risparmi gestionali e di un lavoro cominciato già nell'ultimo anno di vita del precedente consiglio d'amministrazione» spiega Longo. La performance brillante è dovuta in larga parte ad una dinamica positiva delle entrate. L'attività sulle acque industriali si è sviluppata in un anno del 14%. Quasi una spia di un'inversione del trend recessivo del distretto, anche se Longo per primo invita alla massima cautela. «Più che di ripresa focalizzerei l'attenzione su due segmenti di eccellenza di Prato, la rifinitoria e il finissaggio. Sono stati questi comparti a determinare un aumento dei volumi di lavoro di Gida» chiosa il presidente della partecipata. Che, lungi dall'interpretare il suo ruolo alla stregua di un bravo ragioniere che si accontenta di tenere a posto il bilancio e a tagliare qualche spesa di troppo, pensa in grande con due progetti di ampio respiro in grado di lasciare un'impronta chiara della sua presidenza. Si tratta del digestore anaerobico e dell'aggiornamento dell'impianto di inceneritore dei fanghi. Il digestore dovrebbe sorgere con una partnership fra Gida e Asm al Calice per il trattamento dei rifiuti organici e la loro conversione in un biogas.  Ancora più importante sarà l'innovazione dell'inceneritore. L'impianto attuale riesce a trattare il 60% dei fanghi industriali, mentre il 40% deve essere esportato. E, nonostante i due investimenti richiederanno decine di milioni di euro l'ammodernamento dell'inceneritore farà risparmiare a Gida la bellezza di un milione e mezzo ogni anno. Il dibattito su come dare corpo a digestore e inceneritore terrà banco nel convegno in preparazione entro la fine dell'anno per celebrare il trentennale della società.

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