Il Tirreno

Prato

Contro il crimine ma senza strumenti

Salvo Ardita   segretario provinciale Idv

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 Mi sembra chiara la risposta del sottosegretario all'Interno Mantovano alla domanda posta dall'onorevole Mazzoni, servita esclusivamente per lodare l'operato dell'amministrazione di centrodestra ma che non si discosta da quella già fornita quando venne in Prato durante i lavori del consiglio comunale, cioè che le risorse a disposizione sono scarse e per adesso si può fare poco ma che nel futuro si vedrà. Al di là dei tre ispettori del lavoro, che peraltro non sembrano in pianta stabile ma di cui si aveva già notizia e dei dodici impiegati dell'agenzia delle entrate, Prato ha bisogno di delineare con assoluta certezza i meccanismi di contrasto al crimine organizzato. Una cosa è il controllo amministrativo, un'altra cosa è la lotta alla criminalità organizzata. Ma davvero si pensa che se dovessero inviare 5-7 o anche 10 poliziotti in più, tale evento possa intendersi quale contributo per la lotta al crimine? A parte che le unità anzidette potrebbero essere immediatamente recuperate da quelle impiegate per accompagnare inutilmente i militari per le strade cittadine, il problema non si risolve se non si opera a livello complessivo armonizzando tutti gli istituti che concorrono alla sicurezza di questa città, dal tribunale, alle forze dell'ordine, ai vigili del fuoco, agli operatori di vigilanza urbana e a tutti gli organi preposti al controllo delle norme sul lavoro. Perché a distanza di tanti anni non è stata ancora creata una struttura investigativa che si occupa unicamente di criminalità cinese visto che si avverte la necessità di liberare quella comunità dalla morsa della mafia? Perché il Ministero dell'Interno, dopo tanti anni, non è riuscito a fornire interpreti cinesi e quelli di cui le forze dell'ordine dispongono sono persone trovate grazie ai buoni rapporti tra gli investigatori e alcuni cittadini stranieri e che questi peraltro vengono pagati a 4 euro l'ora per l'ascolto delle intercettazioni? Ma il crimine non è solo etnico, è incolore, si annida ovunque! Naturalmente, dopo una campagna elettorale esasperata sull'onda della lotta al "crimine di razza" chi la spara più grossa acquista punti e l'onorevole Mazzoni ne acquista molti quando propone l'estensione della norma antimafia della confisca dei beni agli "imprenditori cinesi collusi". O vi è errore di stampa o devo chiedermi: e se sono collusi ma non sono cinesi, che si fa? Si assolvono?  Visto che esistono già le norme in tal senso mi chiedo: anzichè cercare sempre nuove leggi perchè non si fanno funzionare quelle esistenti? Ma già.... dimenticavo.... la maggioranza parlamentare è impegnata su due fronti: a)- ridurre gli strumenti di indagine come quello delle intercettazioni, quindi come potrei aspettarmi che possano adoperarsi per arginare le esigenze degli investigatori ai fini della ricerca della prova? b)- allungare i processi per non arrivare a sentenza definitiva e per giunta (attraverso il voto di fiducia e non attraverso un dibattito articolato) o per renderli così brevi tali da determinare l'impunità del colpevole con ulteriore aggravio alle esigenze naturali della vittima.  Onorevole Mazzoni, a questo punto, visto il suo schieramento politico, considerato che anche lei concorre nel disegno Penelope sulla giustizia a che servirebbero le superleggi di cui parla?

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