Il dolore
Il calcio pratese piange Pazzagli
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Il Prato della stagione 95-96. Riconoscibile, secondo da sinistra in piedi, lattuale allenatore Ciccio Esposito Il padre di Edoardo per due anni difese la porta biancazzurra
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PRATO. Lutto nel mondo del calcio pratese ma non solo. Ieri mattina a soli 51 anni è morto Andrea Pazzagli, ex portiere del Milan di Arrigo Sacchi, Le sue due ultime stagioni da calciatore sono state proprio a Prato. Stagione 1994/95 e 1995/96. A quell'epoca la sqaudra biancazzurra era in C1 e conquistò nel suo primo anno un settimo posto e Pazzagli fece 18 presenze. Quell'anno l'unica squadra a vincere con il Bologna, vincitore del campionato, fu proprio il Prato. L'anno successivo la squadra di Veneri conquistò l'ottava posizione e Pazzagli fece solo due presenze ma fu importante per lanciare un portiere dalle grandi speranze come Carlo Cudicini. Il legame con Prato è sempre stato importante anche perchè nelle ultime tre stagioni è stato proprio Edoardo, suo figlio, a difendere la porta biancazzurra. La sua presenza al Lungobisenzio era sicura e il suo modo di camminare, il suo fisico asciutto e la sua sinuosità non poteva non essere notata in un giocatore che ha vinto tutto ma che aveva in lui un grande rispetto per tutti. «Quando giocavamo insieme io avevo 18 anni e lui era alla fine della sua grande carriera - spiega Mario Masini, attuale direttore sportivo del Prato - pendevo dalle sue labbra mi sembrava di vedere un giocatore delle figurine. Ma in campo e fuori era una persona eccezionale una grande umiltà e ogni volta che diceva qualcosa tutti lo ascoltavano perché aveva un'esperienza così importante. Inoltre era una persona solare con la battuta sempre pronta e la sua passione era la musica e soprattutto la chitarra. Aveva sempre il sorriso sulle labbra in qualsiasi momento». Dopo il calcio la sua grande passione è stata proprio la musica e si è distinto anche come cantautore con due album entrambi con testi e musiche di sua creazione sulle esperienze calcistiche vissute. Il suo ultimo album è stato premiato da Mogol con un diploma ad honorem per i suoi contenuti. «I suoi tre punti fondamentali erano la famiglia, il calcio e la musica - spiega l'attuale tecnico del Prato Vincenzo Esposito, compagno di camera di Pazzagli nelle stagioni pratesi - una persona di grande cuore attaccato alla sua famiglia e proprio ultimamente veniva spesso a Prato per seguire il figlio. Un professionista attento e preparato sia quando era calciatore e poi come preparatore dei portieri. Ma particolare come tutti i portieri perchè aveva nella musica una passione incredibile. Quante volte prima di addormentarci mi faceva sentire le sue canzoni. Un vero dispiacere». Anche Damiano Moscardi è legato a Pazzagli perché ha giocato prima con il padre e poi con il figlio. «Mi ricordo la sua vitalità, la musica durante il ritiro e le palline da golf che tirava in piscina. Poi ho giocato con Edoardo e lui lo seguiva. Una persona eccezionale». Un messaggio di cordoglio alla famiglia è stato inviato dal presidente Andrea Toccafondi a nome della società biancazzurra. Vezio Trifoni ALTRO SERVIZIO A PAG. 26
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