Il Tirreno

Prato

Dopo il voto contrario della maggioranza e le critiche dell’opposizione, Russo controbatte

Polemica sulla commissione d'indagine

Il capogruppo Pd in consiglio Antonio Russo
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Il capogruppo Pd in consiglio Antonio Russo

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MONTEMURLO. «Credevo che una persona navigata come Roberto Ulivi, che si è seduto sia in Parlamento che in Senato, almeno una vaga idea di come fare un ordine del giorno l'avesse, evidentemente mi sono sbagliato». Antonio Russo, capogruppo Pd in consiglio comunale, proprio non ci sta. E dopo l'attacco dell'opposizione sul mancato voto per la commissione d'indagine sui sinti, la questione "morale" montemurlese sollevata proprio in questi giorni da Cosimo Zecchi (Pdl), riassume la vicenda e risponde alle accuse.  «Da regolamento la richiesta avanzata dall'opposizione non è accettabile perchè tale commissione può fare accertamenti solo su personale interno al comune (dipendenti) o amministratori (sindaco, giunta, consiglieri) - comincia Russo - il presidente lo ha fatto notare, ma l'opposizione è andata avanti e così siamo arrivati in consiglio. Dove, alla richiesta del sottoscritto di presentare un minimo di istruttoria per tale argomento, l'opposizione ha risposto con una serie di spiacevoli allusioni su quello che la maggioranza vorrebbe nascondere». Antonio Russo spiega quindi da cosa è dipesa la decisione di non votare la proposta dell'opposizione.  «Sulla richiesta della commissione di indagine, pur ritenendola superflua, abbiamo detto di essere favorevoli purchè arrivasse in consiglio un atto con le motivazioni e i nomi di chi veniva messo sotto indagine - aggiunge - anche per correttezza nei confronti delle persone in causa e dei singoli consiglieri di maggioranza che dovevano conoscere in dettaglio cosa stavano votando. L'opposizione però è stata irremovibile - racconta Russo - e non c'è stato niente da fare nemmeno quando il segretario comunale ha spiegato per la terza volta come doveva essere la procedura corretta per la presentazione di un tale atto. Anzi sono partite le offese nei confronti del segretario, tacciato di incompetenza e imparzialità». Così pare che la conclusione non sia potuta essere che una. «Essendo un ordine del giorno privo di contenuti, e non volendo votare contro in quanto non eravamo e non siamo contrari alla commissione in quanto tale - conclude Russo - abbiamo deciso di non partecipare alla votazione. E per tutta risposta sono arrivati altri insulti».

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