Il Tirreno

Prato

La transavanguardia al Pecci

Sopra un’opera di De Maria a destra il direttore Marco Bazzini
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Sopra un’opera di De Maria a destra il direttore Marco Bazzini

A dicembre le sale del museo ospiteranno una retrospettiva di De Maria

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 PRATO. Domani è il primo agosto, ma il Centro Pecci non va in ferie, così come la direzione artistica, con in testa Marco Bazzini continua a lavorare sugli progetti in corso e sulla nuova stagione espositiva, che a dicembre presenterà la grande retrospettiva di De Maria, uno dei grandi maestri della transavanguardia.  Prima di parlare del futuro chiediamo a Bazzini un rapido consuntivo sugli eventi in corso nei vari spazi del museo.  «La mostra "Live!l'arte incontra il rock" sta avendo un successo davvero oltre le aspettative, confermato non solo dalla stampa nazionale, dal pubblico, dalle frequenti visite di famosi personaggi del mondo della musica e dello spettacolo, ma soprattutto dal fatto di aver portato nelle sale tantissimi giovani e giovanissimi che probabilmente non erano mai stati prima al Pecci. Questo risultato è per noi è il più lusinghiero e gratificante dei successi. Se girando lo sguardo da un concerto di Vasco ci si imbatte in un opera di Massimo Barzagli o di Cingolani...forse siamo riusciti nel nostro intento. Ma ricordiamo che chi visita Live!, poi non può perdere al piano terreno il Padiglione Toscana della Biennale di Venezia, curato da Vittorio Sgarbi, magari prendendo visione per la prima volta dei giovani artisti contemporanei della nostra regione, con ben 5 pratesi. A favorire questi successi sicuramente ha contribuito anche l'orario notturno 16-23 e l'ingresso libero a tutte le mostre».  Consolidato il presente, cosa ci offre il futuro prossimo del Centro Pecci?  «Si continua a lavorare in tre direzioni, Prato-Milano-estero, in pratica senza interruzioni, perché a settembre sono in programma Start, Shanghai e Videominuto. Da qualche anno il lavoro del Museo è frenetico: non solo lavoriamo sia sul fronte pratese che su quello milanese, ma la nostra presenza all'estero è sempre più frequente, sia con mostre di nostra organizzazione con prestiti di opere della Collezione. I primi di settembre saremo presenti alla quinta edizione di SH Contemporary a Shanghai, che celebrerà la produzione artistica nascente della regione dell'Asia Pacifico con una selezione completa delle maggiori gallerie cinese e di gallerie asiatiche e occidentali. Per sostenere le istituzioni artistiche cinesi e favorire il collezionismo museale, la fiera ospiterà la prima convention della Private Art Museum Alliance, che associa 28 musei private cinesi con focus sull'arte contemporanea, come il Minsheng Art Museum, il Rockbund Art Museum, il Today Art Museum, lo Zendai Himalayan Art Center. La fiera infatti sta stabilendo collaborazioni con organizzazioni non profit internazionali come il Centro Pecci e il Prince Claus Fund».  E da ottobre fino al " botto" per chiudere il 2011?  «Dopo "Live! L'arte incontra il rock", dall'8 ottobre al 27 novembre le sale del Pecci ospiteranno la personale di Athos Ongaro con la sua sorprendente produzione pittorica recente e dalle opere meno conosciute degli anni 70. Nello stesso periodo verrà inaugurata l'esposizione dell'archivio di Mario Mariotti, la cui collezione è stata recentemente acquisita dal Museo Pecci, composto da opere, documenti, fotografie dell'artista fiorentino prematuramente scomparso. Nel cid / arti visive verranno esposte fotografie e documenti della vita di Superstudio dal 1966 al 1978. Il 2011 si concluderà con una grande retrospettiva dedicata a Nicola de Maria, uno dei grandi maestri della Transavanguardia, con molte opere realizzate appositamente per la mostra al Pecci, di cui sono il curatore insieme a Achille Bonito Oliva».  Il programma continua sulla stessa linea dei grandi protagonisti della Contemporaneità. Perché il Centro Pecci continua a investire sul contemporaneo?  «Il nostro museo da sempre punta sul contemporaneo, perché l'investimento in questo settore è fondamentale e imprescindibile, soprattutto in una città in continua crescita come Prato. Il più che positivo riscontro alle varie iniziative promosse dal nostro museo, come la proroga di Life e l'apertura fino al 16 settembre- dimostra come l'attenzione verso il contemporaneo produca un importante accrescimento, non solo culturale, ma anche turistico e dunque economico».

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