Italia
Sinti, una questione morale
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Cosimo Zecchi Zecchi (Pdl) all'attacco dopo il rifiuto del Pd di votare la nascita della commissione d'indagine
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MONTEMURLO. La polemica sulla commissione d'indagine sui sinti richiesta dall'opposizione e negata dalla maggioranza non si placa. In un duro attacco alla giunta è Cosimo Zecchi, capogruppo del Pdl, a pronunciare la parolina magica che in questi giorni investe il Partito Democratico nazionale: "questione morale". «Quando si governa per 70 voti qualsiasi piccolo gruppo o comunità può tenere sotto scacco un'amministrazione facendo pesare i propri voti - attacca Zecchi - ci dispiace che il Pd abbia scelto la peggiore sudditanza, quella verso chi non rispetta le regole: noi le richieste di gruppi così recidivi alla legalità le avremmo rispedite al mittente». Dopo l'approvazione del regolamento, la nascita della consulta e l'abbandono del consiglio da parte della maggioranza al momento del voto sulla richiesta della commissione, la vicenda cambia volto. Almeno secondo le parole di Zecchi. «La questione dei sinti diventa morale e non più politica quando si ostacola il tentativo di vederci chiaro - spiega infatti il capogruppo Pdl - il consiglio dell'altra sera è emblematico. Una maggioranza confusa che non ha il coraggio di assumersi fino in fondo la responsabilità di bocciare la nostra proposta di far chiarezza, fugge abbandonando l'aula e lasciando il sindaco col cerino in mano. Un comune cioè senza maggioranza, col sindaco che fa più il capo fazione, mentre i Sinti spadroneggiano. Ma chi ha veramente perso è la verità - conclude - sepolta con la commissione d'indagine per coprire i pasticci di una giunta incapace». A.P.
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