Il Tirreno

Prato

Affondo su Carlesi e Consiag

Il sindaco Roberto Cenni ha attaccato il capogruppo del Pd Massimo Carlesi e il Consiag
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Il sindaco Roberto Cenni ha attaccato il capogruppo del Pd Massimo Carlesi e il Consiag

Cenni festeggia così il 2º anno di governo

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 PRATO. Un intervento tutto all'attacco del capogruppo Pd Massimo Carlesi e l'ennesimo affondo contro Consiag. I primi due anni di vita della sua giunta Roberto Cenni li festeggia con un furore politico che non si ricordava dai primi tempi, quelli della campagna elettorale. La cornice di pubblico - le centinaia di simpatizzanti chiamate a raccolta all'hotel Datini dal Pdl - è poco civica e molto partitica e questo esalta quel tratto caratteriale del sindaco meno incline alla mediazione e alle mezze parole. È pressoché un tributo reciproco col coordinatore del Pdl Riccardo Mazzoni e soprattutto col suo vice Filippo Bernocchi che elogia il modello Cenni come laboratorio di un altro centrodestra: «Perché per vincere in Toscana - spiega l'assessore alle grandi opere - non bastano le coalizioni plastiche con la Lega Nord e l'Udc. Bisogna aprirsi». Messo un silenziatore ai malumori degli ultimi mesi, il Pdl pensa alla sua vittoria: la riqualificazione di Pratilia e lo slancio all'iniziativa privata dell'alleata Esselunga. Per una serata spariscono anche le frizioni interne al partito: Mazzoni elogia Magnolfi per aver aperto un varco nei vincoli urbanistici del Pit regionale. E definisce "straordinaria" la presidenza di Sori di Giovanni Luchetti, che buona parte dei suoi colleghi vedrebbe bene al vertice di Consiag: «Ha trasformato il serbatoio di voti dell'ex Margherita in un'azienda virtuosa». È l'esempio della "mannaia" usata dalla giunta Cenni per colpire il clientelismo delle partecipate. Quasi un assist al sindaco, che spolvera persino la denuncia del "sacco di Prato" ventilata durante la prima parte della guerra contro Consiag. «Andando a gara e, quindi, abbandonando i servizi in house abbiamo risparmiato otto milioni di euro - riscalda la platea amica -. Questi sono i soldi che il centrosinistra ha sottratto ai pratesi quando era al governo della città. Le loro azioni amministrative possono essere chiamate in un modo solo: atti vergogna. È palese che attraverso il controllo di questa società il Pd controllava il Comune».  Cenni usa tutto il suo repertorio di guerra per rivolgere, però, i suoi strali soprattutto contro Massimo Carlesi, eletto per una sera l'unico vero oppositore della giunta. «Ha scritto una lettera ai giornali e francamente vi dico che ha una bella faccia tosta - affonda, prima di entrare in un elenco dettagliato -. Mi ha accusato di scarso coraggio sul bilancio per aver tolto 29 milioni di euro di crediti di difficile esigibilità, mentre, la Corte dei Conti di recente ci ha contestato il mantenimento degli altri 11. Mi ha accusato per la fine del gran premio di industria e commercio, quando abbiamo trovato in eredità uno scoperto di 180.000 euro alla Cariprato. E ultimamente ha anche l'ardire di dare lezioni agli altri sull'urbanistica. Forse ha in mente quella scelta gravissima di tenere fermo per ragioni ideologiche il progetto di Pratilia per dieci anni? O forse ricorda la lacuna enorme di case popolari rispetto al resto della Toscana? O, ancora, gli andava bene la convenzione - da noi annullata - in base alla quale il Comune doveva pagare 51 milioni di euro per riacquistare l'ospedale? Mi chiedo, poi, in quale città abbia vissuto quando lamenta il declino del distretto. Se l'industria è più debole lo dobbiamo anche ai suoi errori». C. P.

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