Toscana
Sequestrate le cartucce del padre di Sara Baldi Il mistero del fucile
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PRATO. Un sacco pieno di cartucce da caccia sono state sequestrate nella casa della nonna di Sara Baldi. Cartucce che il babbo Roberto, in passato, utilizzava per andare a caccia. Le munizioni sono state portate via nella tarda mattinata di ieri dal terratetto di via Ariosto per confrontarle con i pallini trovati nell'appartamento dove sono stati trovati i corpi di Imad Merouane e della studentessa di Scienze infermieristiche. Un ennesimo sequestro perché il mistero di via Ariosto ruota tutto intorno a un fucile da caccia. E' l'arma con cui i due giovani sono stati uccisi. E che non è stata trovata nell'appartamento. Nel caso in cui si trattasse di un omicidio-suicidio una delle ipotesi sempre seguite dagli inquirenti ci sarebbe da trovare l'arma che qualcuno ha portato via. Ma chi? E per quale motivo? Un'ipotesi tra l'altro che sarebbe possibile in base ai risultati dell'autopsia. Sarà è morta sicuramente per prima ed è stata uccisa mentre la morte di Imad è avvenuta per un colpo di fucile, probabilmente partito dal basso, che gli ha lesionato gravemente la nuca nella parte laterale sinistra. E' quindi logico, anche se l'ipotesi di una persona che ha ucciso entrambi i ragazzi o solo Imed (che ha tra l'altro ferite da taglio sul fianco, alla mano sinistra e sul volto), che gli inquirenti cerchino di eliminare via via ogni possibilità. Da qui prima il sequestro dei due fucili da cacia sequestrati al piano terra di via Ariosto (per capire se da qui siano partiti i due colpi), poi delle cartucce e quindi l'esame del guanto di paraffina (ora chiamato Stub) sia sui due cadaveri sia sull'informatore medico Roberto Baldi. I.R.
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