Finanza
Prato come la Chicago anni '30
◗
Una pattuglia mista esercito carabinieri Emergenza sicurezza, botta e risposta fra Mazzoni e Mantovano
2 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Botta e risposta in Parlamento sul ridimensionamento dell'organico della questura pratese tra l'onorevole Riccardo Mazzoni (Pdl) e il sottosegretario all'interno Alfredo Mantovano. Mazzoni chiede rassicurazioni, Mantovano fornisce solo qualche speranza. La Chicago anni Trenta. Perché ci fate questo quando «la Chinatwon pratese è in mano ad una mafia spietata e i controlli delle forze dell'ordine hanno dato finora risultati eccellenti ma purtroppo ancora insufficienti»? Così sembrava dire l'onorevole Riccardo Mazzoni (Pdl) in un passaggio dell'interpellanza con cui ieri mattina ha chiesto risorse adeguate per la questura di Prato. Una questura dalla quale se ne andranno in otto, tra cui tre ufficiali. Tagli che rischiano di far collassare la questura pratese. Non solo. «Mentre a Firenze l'organico è rimasto invariato e tutte le altre questure toscane risultano in perdita nell'ordine di due o tre unità - ha aggiunto Mazzoni - c'è una parte di Prato, senza voler fare paragoni impropri, che è diventata la Chicago degli anni Trenta». Prato: terra di immigrazione clandestina, lavoro nero e bande organizzate. «Una realtà inimmaginabile da fuori per cui chiedo le rassicurazioni che la città si aspetta» ha concluso Mazzoni. Niente rassicurazioni. Il sottosegretario, dopo aver a lungo descritto quanto di buono fatto finora dal Tavolo per Prato, annuncia innanzitutto l'arrivo di tre nuovi ispettori del lavoro e di ben dodici nuovi elementi dell'Agenzia delle entrate. Per quanto invece riguarda la questura, che conta 271 unità a fronte delle 284 previste in organico, il discorso si fa sfumato: in questo caso, «Siamo al di sopra della media nazionale di lacune di unità di polizia in servizio» spiega Mantovano. Più o meno significa che più di così poco si può fare, ma «compatibilmente con i tagli nell'ambito della spesa pubblica - aggiunge - è in corso l'iter per l'assunzione a tempo indeterminato, per tutto il territorio nazionale, di 2.033 unità e di altre 2900 unità per il 2011». Numeri che avranno «certamente una ricaduta per Prato per la quale l'attenzione è forte ed è in programma i primi di settembre una nuova ed esclusiva seduta del tavolo nazionale». Sequestri: nuove norme. «Spero che l'impegno a colmare le lacune di organico sia sollecito e tempestivo» la replica di Riccardo Mazzoni. Che poi chiede d'inserire nel codice delle leggi antimafia direttive «per intensificare le norme sul sequestro e la confisca dei beni, in modo tale che possano essere applicate non solo alle organizzazioni mafiose ma anche agli imprenditori cinesi collusi». A.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
