Il dolore
Accordo per la prevenzione delle rapine fra la prefettura e lAbi
Operazione banche sicure
Maria Lardara
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Sempre più presi di mira gli sportelli bancomat Nuovi sistema di difesa e "lezioni" di comportamento
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PRATO. Scacco ai rapinatori delle banche in cinque mosse. Non che sul fronte rapine Prato sia messa peggio di altre province italiane, intendiamoci. Non esiste nessuna emergenza sul nostro territorio, secondo il prefetto Maria Guia Federico. Ma siccome prevenire è meglio che curare, d'ora in poi il protocollo d'intesa firmato ieri mattina fra Prefettura di Prato e Abi (Associazione bancaria italiana) servirà a creare un patto di ferro per prevenire meglio la criminalità in banca. I rapinatori avranno vita più difficile grazie a specifici dispositivi di sicurezza installati agli sportelli Bancomat verso cui sono più orientati gli appetiti criminali. Gli assalti alle macchine per il prelievo sono più redditizi (fino a 50mila euro di bottino, secondo i dati in possesso di Abi). Sistemi di controllo all'ingresso del personale (bussola, metal detector, rilevatore biometrico e vigilanza), dispositivi di ausilio per le forze dell'ordine (videoregistrazione, allarme e rilevatore biometrico), misure per disincentivare l'atto criminoso (mezzo forte temporizzato per cassieri, macchiatore di bancononote e bancone blindato): 22 banche del territorio s'impegneranno ad attivare cinque punti di questo pacchetto sicurezza, arricchendo così i contenuti del precedente protocollo sottoscritto nel 2008 che prescriveva almeno tre misure per i soggetti interessati. «E' un lavoro che nasce da una filosofia di sicurezza partecipata - spiega il prefetto -. Impegnandosi a implementare le proprie dotazioni di sicurezza, le banche si cautelano». E l'obiettivo è estendere questi accordi anche ad altre categorie nel mirino di rapinatori, come uffici postali e tabaccai. Per non farsi trovare impreparati dal rapinatore i dipendenti avranno la possibilità di andare a lezione da un dirigente della Squadra mobile messo a disposizione dalla Questura. La formazione è un'altra delle novità previste dall'accordo. «L'obiettivo - spiega il Questore Filippo Cerulo - è ottimizzare le difese passive, rafforzando i sistemi di sicurezza passiva puntando anche sulla formazione del personale di sportello». Ogni modalità di collaborazione con la Questura è a discrezione naturalmente delle singole banche. «Rispetto a qualche anno fa il rischio si sta spostando dai dipendenti di banca agli sportelli Bancomat», spiega Marco Iaconis, responsabile sicurezza di Abi nazionale. «Non c'è un'emergenza sicurezza a Prato - ribadisce il prefetto -, il trend delle rapine è stabile rispetto a un anno fa. E' importante lavorare sulla prevenzione, anche a fronte di una carenza di organico delle forze dell'ordine di cui si è tanto parlato negli ultimi giorni».
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