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Prato

Non disperdiamo la memoria di manager come Lamberto Cecchi

Non disperdiamo la memoria di manager come Lamberto Cecchi

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 Un personaggio che ha ancora molto da dirci è stato Lamberto Cecchi, manager pubblico che ha diretto e fatto crescere il Consiag di Prato, accompagnandolo fino alla sua trasformazione, dal 1981 alla morte, avvenuta l'anno passato. Il mio ricordo personale è quello di aver condiviso con lui intuizioni e idee che hanno contribuito alla definizione del sistema dei servizi pubblici in Toscana.  Bene ha fatto, dunque, l'associazione Utilitas che ha organizzato qualche giorno fa a Prato un convegno dedicato a Cecchi che ha offerto utili spunti di riflessione anche alla luce della fase delicata che sta attraversando il comparto dei servizi pubblici locali.  Ne è emersa a tutto tondo una figura di amministratore che ha interpretato nel modo migliore questa specifica e molto sofisticata professionalità di manager che ha come referenti non solo azionisti a cui deve garantire dividendi, ma i cittadini e il bene pubblico. Lo ha fatto da autentico pratese "in omaggio all'idea antica che la vita fosse il lavoro e il lavoro la vita", come ha scritto in Stosia della mia gente, Edoardo Nesi, nel descrivere il modo di intendere il lavoro per molti a Prato. Una missione assai più complessa.  Al di là del ricordo e della celebrazione, il comitato scientifico di Utilitas coordinato dal professor Andrea Simoncini si è proposto di trarre dall'esperienza di Cecchi e del Consiag contributi concreti per il dibattito attuale sulla riforma dell'attuale sistema che si è resa ancora più urgente e necessaria dopo il voto referendario del 12 e del 13 giugno sorsi.  Nel momento in cui siamo alla ricerca di nuovi modelli societari, è opportuno che il dibattito sia di alto livello: che guardi non all'ombelico e ai piccoli interessi di ciascuno, ma che si ponga con onestà intellettuale e attenzione al bene pubblico, alla ricerca di soluzioni nuove. Un atteggiamento che non mi pare sia stato generalmente seguito nel corso del dibattito referendario.  Oggi si impone un pragmatismo costruttivo nel confronto fra modelli che è l'unica efficace risposta di fronte al rischio di doversi confrontare, dopo il referendum, con l'ennesima prova di incapacità di decisione della politica, dei veti incrociati, con coloro che sanno dire solo no a una programmazione forte e autorevole dei servizi pubblici.  Uno dei messaggi di Cecchi è dunque anche quello di abbandonare la fiducia nel valore taumaturgico delle leggi che molto spesso più che risolvere hanno solo congelato e quindi aggravato i problemi. Per affrontare la riforma dei servizi pubblici, meno leggi nazionali facciamo e più modelli concreti sperimentiamo e forse meglio è.  Scopo del convegno è stato anche quello di presentare il progetto di ricerca che Utilitas ha affidato a una giovane ricercatrice, Giulia Sbraci che punta alla costituzione del Fondo Lamberto Cecchi sulla storia dell'azienda pratese. E' importante non solo dal punto di vista storico - culturale, ma soprattutto nella prospettiva di raccogliere e diffondere un patrimonio di esperienze positive, di eccellenze che hanno fatto crescere il territorio. Per questo vorrei lanciare la proposta di aprire una permanente collaborazione con l'Archivio di Stato per non disperdere la memoria di quanto le nostre aziende e suoi manager hanno fatto in questi lunghi anni di "drammatica" trasformazione della nostra società. La storia dell'industria toscana passa anche dall'impegno di uomini come Lamberto Cecchi. Alfredo Di Girolamo presidente Confservizi Cispel Toscana

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