Il Tirreno

Prato

Lo sviluppo deve passare attraverso il riuso e la rigenerazione dell'edificato

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 L'amministrazione comunale da una parte fa un gran parlare della "città dei parchi", dall'altra ipotizza di consumare le ultime aree agricole presenti. Preoccupa la posizione espressa dal sindaco Cenni che, in recenti interventi, confonde la disponibilità della Regione a rispettare le previsioni urbanistiche comunali con la libertà di prevedere espansioni importanti dell'edificato su terreni oggi agricoli.  Bene che ci siano aziende interessate a investire sul nostro territorio, ma non può essere una giustificazione l'elevato costo dei terreni nel Macrolotto due per costruire nuove aree industriali su terreni agricoli.  Non ho la certezza del sindaco sui prezzi del Macrolotto due; non è forse il mercato che regola i prezzi? Non credo sia compito del pubblico regolare il mercato trasformando terreni agricoli in una nuova area industriale (mi sfugge come si possa tenere basso il prezzo, forse caricando sul pubblico il costo delle infrastrutture), tanto più dove le aree agricole sono porzioni residuali e quindi ancor più preziose.  Ci sono altri strumenti che possono essere utilizzati per attirare e stimolare investimenti, come la legge regionale 90 in approvazione in questi giorni, che fornisce ai Comuni strumenti urbanistici per la rigenerazione urbana e per la riqualificazione di aree produttive utilizzando premi sulla superficie utile lorda. Quante aree dismesse o da riqualificare abbiamo a Prato? La sfida che ci sta davanti, se vogliamo uno sviluppo sostenibile del territorio, è il riuso e la rigenerazione dell'edificato esistente.  L'uscita del sindaco preoccupa fortemente proprio perché avviene in questa fase di avvio della discussione e partecipazione sul nuovo piano strutturale, e perché rischia di alimentare aspettative edificatorie rispetto ad un piano strutturale che come principio cardine deve avere la rigenerazione urbana - che non dovrebbe fermarsi alle'suggestioni' del Macrolotto zero - e limitare il consumo di suolo.  Il piano strutturale necessita di essere discusso nella sua interezza con tutti gli attori coinvolti sulla strategia di sviluppo della città e in rapporto a un uso sostenibile delle risorse.  Accolgo con soddisfazione la conferma della disponibilità della Regione a rivedere i confini delle misure di salvaguardia per il Parco della piana.  L'assessore Marson in Commissione regionale ha di fatto sostenuto che le misure di salvaguardia devono rispettare le programmazioni degli strumenti urbanistici. E' quello che la stessa Provincia aveva chiesto in audizione nelle Commissioni congiunte, nel quale si chiedeva di rispettare le previsioni degli strumenti vigenti, il PS in vigore del Comune e il PTC della Provincia. Questo consente di salvaguardare le aree che faranno parte del parco agricolo della piana e allo stesso tempo di non bloccare diritti edificatori già maturati. Alessio Beltrame assessore provinciale alla Pianificazione urbanistica

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