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I sindacati interrogano i vertici della Bpvi «Che ruolo intendete svolgere nel territorio?»
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La sede di Cariprato 1 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Che ruolo vuole svolgere sul territorio la ex Cariprato, ora Banca Popolare di Vicenza? A chiederselo sono i tre segretari provinciali di Cgil, Manuele Marigolli, Cisl, Stefano Bellandi e Uil, Angelo Colombo. E questo alla luce del varo della struttura di coordinamento commerciale Rete CariPrato in una nuova unità di rete, denominata Direzione Rete CariPrato. «Se i dati comunicati da Bpvi Direzione Regionale Toscana - affermano i tre segretari - consegnano numeri interessanti, con incremento sia della raccolta che degli impieghi ed aumento di autonomia decisionale, la modifica organizzativa lascia spazio ad interrogativi e preoccupazioni. Soprattutto se leghiamo le pur legittime decisioni del CdA agli investimenti dirigenziali fatti in Toscana poco prima della fusione, con il pensionamento o il cambio di mansioni di dirigenti autoctoni e l'assunzione di personale dirigenziale attinto da altri istituti di credito, senza aver dato seguito, ad oggi, della peraltro annunciata istituzione del Comitato Consultivo Territoriale. Erano quelle affermazioni di circostanza, oppure, pillole imbonitrici? Come sindacati confederali non ci competono le scelte organizzative, siamo però naturalmente interessati sia alle ricadute nei confronti dei dipendenti di questa banca - che, ieri come oggi, rappresenta uno dei principali sbocchi occupazionali della nostra provincia, - sia per la clientela formata da famiglie, pensionati, sistema d'imprese che, nel bene e nel male, hanno sostenuto "la banca della città"».
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