Il Tirreno

Prato

Sequestrati i fucili del padre

Sopra una foto di Sara Baldi scattata cinque anni fa Accanto e in basso i carabinieri del Ris di Roma: a loro affidate le indagini più delicate
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Sopra una foto di Sara Baldi scattata cinque anni fa Accanto e in basso i carabinieri del Ris di Roma: a loro affidate le indagini più delicate

I Ris a Prato: accertamenti in tutto l'appartamento e sulle scale

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PRATO. Tra gli oggetti sequestrati dai carabinieri nel terratetto di via Ariosto ci sono anche due fucili da caccia. Sono fucili regolarmente denunciati trovati in casa della nonna di Sara Baldi Imelde Puccetti e che appartengono al padre di Sara, l'informatore farmaceutico Roberto Baldi. Un sequestro che in un primo momento era finito in secondo piano dal momento che i due giovani sembravano morti per ferite di arma da taglio. Dai due fucili (ora che dall'autopsia è emerso che la morte dei due è causata da spari di arma da fuoco e che dei pallini da caccia sono stati trovati nell'appartamento della giovane coppia e nel petto di Sara) potrebbero venire risposte importanti per le immagini. E' infatti necessario capire se uno di quei due fucili possa essere l'arma utilizzata per far fuoco sulla giovane coppia. E se questo accertamento desse esito positivo dove si trovavano i fucili prima della morte dei due e perché poi invece sono stati trovati nell'appartamento al piano terra. Una delle verifiche da fare è inoltre quella sulla compatibilità con i due fucili dei pallini trovati in casa.  Ieri è stata sequestrata anche l'auto utilizzata dal padre. La Renault Twingo che l'uomo ha utilizzato per andare a prendere la figlia per portarla a fare la spesa sarà controllata nei prossimi giorni dai Ris.  Controlli che in base a quanto riferivano ieri gli inquirenti servono soltanto, proprio come il guanto di paraffina, ad escludere ogni possibilità. Tra l'altro è stato il padre a trovare i due cadaveri e quindi ad entrare nella casa e non è escluso che nella giornata di martedì, l'auto è stata parcheggiata tutto il giorno lungo via Ariosto, possa essere rientrato nella propria auto portando all'interno tracce che erano sul pavimento dell'appartamento della figlia completamente imbrattato dal sangue.  Intanto sia martedì sia ieri, mentre i Ris e i carabinieri della scientifica di Prato e Firenze, erano al lavoro nell'appartamento maledetto la casa della signora Puccetti, dove il padre Roberto Baldi sicuramente non ha dormito nella notte in cui sua figlia e il compagno sono stati uccisi, è stato un via vai continuo di amici e parenti. Tutti sono accorsi nella casa maledetta nel tentativo di portare il proprio cordoglio alla famiglia che sembra, almeno in un primo momento, fosse orientata sull'ipotesi di un omicidio-suicidio.  Le persone sentite, tra cui la nonna di Sara e la cugina del padre, avrebbero confermato che quella notte non hanno sentito particolari rumori. Qualcosa, forse. Oggetti che cadevano ma pare alcuno sparo e niente che potesse far pensare a un epilogo così tragico.  Un quadro che quindi solo i Ris, che con le ormai conosciute divise bianche, hanno passato al setaccio ogni angolo dell'appartamento e delle scale interne (sembra perfettamente pulite), potranno contribuire a chiarire. I.R.  Altri servizi a pag.3

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