Trasporti
Uno sguardo ad alcuni locali pubblici che hanno tirato giù le saracinesche
La Posta è durata sei mesi
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La pasticceria Loris di via Banchelli è ancora chiusaRiapertura in forse per la storica pasticceria Loris
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Vacanze che bussano alla porta, saracinesche giù. E un cartello che, estate dopo estate, recita puntualmente all'ingresso del negozio: "Chiuso per ferie". Qualcuno quest'anno ha pensato bene di anticipare i bagagli: per abbassare definitivamente quelle saracinesce. E il mosaico di esercizi chiusi in centro storico si arricchisce di nuove tessere. In via Guasti non c'è stato nemmeno il tempo di gioire per la rinascita dello storico caffè "La Posta", inaugurato nel gennaio scorso con una festa in pompa magna che faceva presagire il risveglio di quella via ad opera di quattro giovanissimi imprenditori (Claudio Belgiorno, Massimo Spinuso, Alessandro Bresci e Claudio Damiani). Da una settimana campeggia sul bandone il cartello della chiusura per ferie.
«So che sono in trattativa per far subentrare altri soci», fa sapere il titolare del Padovani di piazza del Comune proprietario del fondo di via Guasti. Di certo gli affari non saranno stati brillanti se dopo appena sei mesi d'attività si è riperso un altro pezzo storico di Prato, nel palazzo che vide nascere la soprano Ida Pacetti. Un altro cartello "sospetto" è quello attaccato da mesi al ristorante Le Barrique di piazza Duomo dove è addirittura sparita l'insegna: all'ingresso si legge ancora "Chiuso per lavori di restauro" ma il locale rimane chiuso. Fine di una gloriosa storia, molto probabilmente, anche per la pasticceria Loris di via Banchelli: fondata alla fine degli anni Quaranta e rinomata per le sue preparazioni di bongo e millefoglie. Dal 2002 il proprietario era Giuseppe Quercia e fuori c'è scritto "Chiuso per malattia": da fonti certe si sa che difficilmente riaprirà a breve. Via Muzzi può scordarsi di avere una pizzeria a taglio: l'ex "Pappa Pizza" dell'Italy Take Away di Andrea Raugia (ex gestore del Caffè delle Logge) non ha fatto in tempo a cambiare gestione sei mesi che il locale è stato di nuovo chiuso.
Cronaca di una morte annunciata anche per l'Ars Libandi di via dell'Accademia: il ristorante aperto nel 2006 da Roberto Pasqualetti e collegato al residence "Accademia" ha cessato l'attività da un mese circa: che non fossero rose e fiori per il ristoratore bravo a rivisitare in chiave creativa specialità di cucina locale non era certo un mistero. Si volta pagina e si riaprirà con una nuova gestione a settembre.
«So che sono in trattativa per far subentrare altri soci», fa sapere il titolare del Padovani di piazza del Comune proprietario del fondo di via Guasti. Di certo gli affari non saranno stati brillanti se dopo appena sei mesi d'attività si è riperso un altro pezzo storico di Prato, nel palazzo che vide nascere la soprano Ida Pacetti. Un altro cartello "sospetto" è quello attaccato da mesi al ristorante Le Barrique di piazza Duomo dove è addirittura sparita l'insegna: all'ingresso si legge ancora "Chiuso per lavori di restauro" ma il locale rimane chiuso. Fine di una gloriosa storia, molto probabilmente, anche per la pasticceria Loris di via Banchelli: fondata alla fine degli anni Quaranta e rinomata per le sue preparazioni di bongo e millefoglie. Dal 2002 il proprietario era Giuseppe Quercia e fuori c'è scritto "Chiuso per malattia": da fonti certe si sa che difficilmente riaprirà a breve. Via Muzzi può scordarsi di avere una pizzeria a taglio: l'ex "Pappa Pizza" dell'Italy Take Away di Andrea Raugia (ex gestore del Caffè delle Logge) non ha fatto in tempo a cambiare gestione sei mesi che il locale è stato di nuovo chiuso.
Cronaca di una morte annunciata anche per l'Ars Libandi di via dell'Accademia: il ristorante aperto nel 2006 da Roberto Pasqualetti e collegato al residence "Accademia" ha cessato l'attività da un mese circa: che non fossero rose e fiori per il ristoratore bravo a rivisitare in chiave creativa specialità di cucina locale non era certo un mistero. Si volta pagina e si riaprirà con una nuova gestione a settembre.
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