Sicurezza
Una valigia quasi pronta sul letto
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Il personale della Pubblica Assistenza durante la rimozione delle salme in via AriostoTra le ipotesi anche che i due si stessero lasciando. I rilievi della scientifica
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PRATO. Una valigia aperta sul letto. Con dentro un po' di abiti. Non una valigia per partire per le vacanze ma una valigia di qualcuno che se ne va. E' un altro degli elementi trovati dagli inquirenti nella casa di via Ariosto (zona del Soccorso) dove ieri mattina sono stati trovati due cadaveri, la coppia Sara Baldi, 24 anni, Imad Marouane, 27.
Significa qualcosa quella valigia? Vuol dire forse che i due si stavano lasciando? O semplicemente che uno dei due stava partendo per qualche posto? Se emergesse che i due stavano litigando perché il loro rapporto era al capolinea potremmo essere davanti al movente di una così terribile tragedia. Sia per un omicidio-suicidio sia per una lotta finita drammaticamente. Certo, tanti nodi, rimarrebbero da sciogliere. A partire dalle ferite apparentemente troppo violente perché uno dei due possa essere riuscito a finire l'altro o ad uccidersi. Nodi che ieri hanno cercato di districare non solo gli inquirenti sentendo i parenti delle vittime e i vicini di casa ma anche le squadre della scientifica dei carabinieri, prima quella di Prato poi quella di Firenze, che hanno effettuato un sopralluogo durato ore: dalle 12 alle 18,30.
Oltre alle armi utilizzate per il delitto, sono stati sequestrati tutti i cellulari trovati nella casa ma soprattutto è stata repertata ogni singola traccia, ogni schizzo di sangue. Proprio gli schizzi, com'è accaduto per ben più noti delitti, aiuteranno gli inquirenti a capire se all'interno della casa c'era qualcun altro oltre alle due vittime che ha utilizzato quei coltelli. L'inclinazione dei tagli, come ormai hanno insegnato i casi italiani più noti, possono aiutare a capire se a infliggere i colpi sia stata una terza persona e da che posizione e quindi a ricostruire cosa è accaduto in quella casa maledetta nella notte tra lunedì e ieri.
Il caso è delicatissimo e ciò che riveleranno le indagini della scientifica sarà confrontato con quanto dichiarato dalle persone che frequentavano e vivevano accanto a Sara e Imad. Poi ci sarà il lavoro prezioso dell'anatomo patologo Alberto Albertacci che dovrà far raccontare una storia a quei corpi martoriati. Con quale mano sono stati inferti i colpi? Con la destra o con la sinistra? Ci sono segni di altri (capelli, sangue, pelle) di altri addosso ai due cadaveri? Con quale violenza sono stati assestati quei colpi? In che posizione erano i corpi? Tutte informazioni che serviranno a risolvere quello che fin dal primo giorno si preannuncia come un complicatissimo rebus.
L'autopsia sui due corpi sarà effettuata questa mattina alle 9 e, dopo una relazione sommaria ai pm della Procura di Prato, ci sarà da attendere qualche settimana per avere un quadro più completo e i risultati delle analisi, comprese quelle del dna sulle tracce di sangue trovate in casa e sui corpi delle vittime. L'unica via per dare alle indagini un profilo più basso sarebbe che l'eventuale omicida confessasse. Cosa che a oggi appare molto poco probabile. Ed è proprio dall'assenza, allo stato attuale, di prove che dimostrino che una terza persona era in quella casa, che trovano supporto l'ipotesi di un omicidio suicidio o di una lotta finita tragicamente.
Significa qualcosa quella valigia? Vuol dire forse che i due si stavano lasciando? O semplicemente che uno dei due stava partendo per qualche posto? Se emergesse che i due stavano litigando perché il loro rapporto era al capolinea potremmo essere davanti al movente di una così terribile tragedia. Sia per un omicidio-suicidio sia per una lotta finita drammaticamente. Certo, tanti nodi, rimarrebbero da sciogliere. A partire dalle ferite apparentemente troppo violente perché uno dei due possa essere riuscito a finire l'altro o ad uccidersi. Nodi che ieri hanno cercato di districare non solo gli inquirenti sentendo i parenti delle vittime e i vicini di casa ma anche le squadre della scientifica dei carabinieri, prima quella di Prato poi quella di Firenze, che hanno effettuato un sopralluogo durato ore: dalle 12 alle 18,30.
Oltre alle armi utilizzate per il delitto, sono stati sequestrati tutti i cellulari trovati nella casa ma soprattutto è stata repertata ogni singola traccia, ogni schizzo di sangue. Proprio gli schizzi, com'è accaduto per ben più noti delitti, aiuteranno gli inquirenti a capire se all'interno della casa c'era qualcun altro oltre alle due vittime che ha utilizzato quei coltelli. L'inclinazione dei tagli, come ormai hanno insegnato i casi italiani più noti, possono aiutare a capire se a infliggere i colpi sia stata una terza persona e da che posizione e quindi a ricostruire cosa è accaduto in quella casa maledetta nella notte tra lunedì e ieri.
Il caso è delicatissimo e ciò che riveleranno le indagini della scientifica sarà confrontato con quanto dichiarato dalle persone che frequentavano e vivevano accanto a Sara e Imad. Poi ci sarà il lavoro prezioso dell'anatomo patologo Alberto Albertacci che dovrà far raccontare una storia a quei corpi martoriati. Con quale mano sono stati inferti i colpi? Con la destra o con la sinistra? Ci sono segni di altri (capelli, sangue, pelle) di altri addosso ai due cadaveri? Con quale violenza sono stati assestati quei colpi? In che posizione erano i corpi? Tutte informazioni che serviranno a risolvere quello che fin dal primo giorno si preannuncia come un complicatissimo rebus.
L'autopsia sui due corpi sarà effettuata questa mattina alle 9 e, dopo una relazione sommaria ai pm della Procura di Prato, ci sarà da attendere qualche settimana per avere un quadro più completo e i risultati delle analisi, comprese quelle del dna sulle tracce di sangue trovate in casa e sui corpi delle vittime. L'unica via per dare alle indagini un profilo più basso sarebbe che l'eventuale omicida confessasse. Cosa che a oggi appare molto poco probabile. Ed è proprio dall'assenza, allo stato attuale, di prove che dimostrino che una terza persona era in quella casa, che trovano supporto l'ipotesi di un omicidio suicidio o di una lotta finita tragicamente.
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