Attenzione
Sognava di fare l'infermiera
Barbara Burzi
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I carabinieri indagano sulla morte della coppia di fidanzati Chi la conosceva la ricorda come una ragazza bella e riservata
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PRATO. Sara «la mora». Sara «la belloccia». Nonostante non avesse più un fisico longilineo come quando era un'adolescente, quelli che conoscevano la ventiquattrenne trovata cadavere insieme al fidanzato nell'abitazione di via Ariosto dove la coppia conviveva da circa due anni, se la ricordano come una ragazza molto carina. Tuttavia, della sua vita da studentessa dell'ultimo anno di Scienze infermieristiche (era tirocinante all'ospedale Misericordia e Dolce), ora nessuno sa niente. Perché al di là di qualche scambio di battute con la gente, nei luoghi dove era più facile incontrarla (per esempio, al caffé Martino di via Roma o all'alimentari-tabacchi Puggelli davanti all'ex Ippodromo) la ragazza non parlava molto di sé. Complice probabilmente il fatto di essersi trasferita in città solo da qualche anno, prima che i suoi genitori si separassero. Sara aveva scelto, infatti, di non rimanere con la madre a Baragazza dove la donna gestisce un ristorante, ma di seguire suo padre a Prato. Qui abita anche sua nonna paterna e l'uomo con cui da un paio d'anni aveva scelto di condividere la vita. Se pur in appartamenti diversi, vivevano tutti nella stessa palazzina. Cosa abbia spezzato gli equilibri nella coppia durante una notte di fine luglio finita in massacro non è tuttora chiaro, considerando che chi conosceva i due giovani fidanzati, anche solo di vista, li descrive «uniti e innamorati». Erano spesso insieme e quasi ogni giorno si recavano dal tabaccaio vicino casa per comprare le sigarette. «Mi ricordo bene di Sara - dice Fiorenzo Biasio dell'alimentari-tabaccheria Puggelli, all'angolo tra via Roma e via dell'Ippodromo - da un paio d'anni stava insieme a un ragazzo magrebino con cui mi sembrava andasse d'accordo: per sé chiedeva le Chesterfield rosse, mentre per lui un pacchetto da dieci di Diana. Aveva cambiato di recente, perché prima acquistava sempre le Wistons rosse». Il giudizio dell'uomo è che la ragazza ultimamente fosse un po' cambiata. «Sembrava più distratta del solito - precisa - ma non mi ha mai raccontato granché della sua vita privata né io le ho mai domandato niente. Per un periodo aveva smesso di venire e quando l'ho rivista mi è apparsa cambiata anche fisicamente, con qualche chilo in più. Avendola quasi tutti i giorni sotto gli occhi, certe cose che si notano. Praticamente posso dire d'averla vista crescere: da quando otto anni fa ho rilevato quest'attività, Sara ha sempre bazzicato qui intorno - continua il negoziante - Frequentava i giardini dell'Ippodromo insieme ai suoi amici e a volte passava a comprare il pane per sua nonna, che però non ho mai conosciuto. Non avrei mai immaginato che potesse fare questa fine». Un cliente si avvicina incredulo sentendo parlare della ragazza che dalla descrizione ha immediatamento riconosciuto: «Chi, Sara? - esclama - non è possibile, Sara no...».
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