Il Tirreno

Prato

In scena l'arte del mangiar bene

Uno degli spettacoli del Kulturificio nelle cantine di Bacchereto In scena Valentina Banci e Francesco Borchi
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Uno degli spettacoli del Kulturificio nelle cantine di Bacchereto In scena Valentina Banci e Francesco Borchi

A Bacchereto la vita e le ricette di Artusi rilette da Tommaso Santi

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 CARMIGNANO. Teatro e cinema si incontrano nell'aia della fattoria di Bacchereto, che non è nuova ad ospitare prime teatrali del Kulturificio n. 7 di Prato. Un'idea del Comune e dell'assessore alla cultura Buricchi, che dopo il successo di "Fiasco" qualche anno fa ripropone l'esperimento. Domani e venerdì alle 19.30 andrà infatti in scena a Bacchereto la vita di Pellegrino Artusi, autore tra Otto e Novecento del primo e più importante ricettario italiano. Uno spettacolo perfetto per un territorio vocato come quello di Carmignano. E dopo lo spettacolo, ad ingresso gratuito, non poteva mancare una cena artusiana organizzata per l'occasione dalla fattoria: 15 euro per un assaggio di pappa con il pomodoro e ribollita all'Artusi, buffet di crostini di fegatini, salumi e formaggi e poi il piatto forte, la ricetta numero 357, ovvero il lesso rifatto all'italiana. Per la cena è gradita la prenotazione (tel. 055.8717191), per lo spettacolo non è necessario. A scrivere il testo della piece, che è una rielaborazione del celebre ricettario e della meno nota autobiografia dell'Artusi, è stato Tommaso Santi. La messa in scena è invece di Valentina Banci, sul palco assieme a Francesco Borchi. Lo spettacolo rievoca la vita e le ricette di Artusi: un dialogo immaginario tra lui e la sorella Gertrude, dove vita e arte del mangiar bene si mischiano e anche un semplice stufato può diventare poesia. W.F.

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