Finanza
Nonostante le difficoltà economiche del Teatro buone notizie per i lavoratori
Il Met allunga i contratti
C. A. P.
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A sinistra il presidente del Met Umberto Cecchi A sette dipendenti garantita la continuità per tutta la stagione
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PRATO. Il mondo della cultura versa in crisi e la parola d'ordine è una: tagli. Il Metastasio prova ad andare in controtendenza tutelando il proprio organico. Non ci sono assunzioni nuove di zecca in vista, ma una stabilizzazione dei rapporti di lavoro già esistenti. Al termine di un negoziato fra il presidente del teatro, Umberto Cecchi e i sindacati è stato annunciato che 7 contratti passeranno dalla durata di 3-4 mesi alla durata di 9-10 mesi. Insomma per tutta la stagione. «Nonostante la scarsa considerazione in termini di contributi economici il Metastasio si muove nella direzione opposta degli altri teatri italiani - spiega Cecchi -. Questi nuovi contratti consentiranno ai lavoratori in ragione di un rapporto di lavoro più sicuro di poter accedere ad un mutuo». I tagli nell'ultimo biennio sono stati micidiali: 450 mila euro in meno fra Comune, Provincia e Regione. Tanto che il 2010 è stato chiuso dalla fondazione dello stabile della Toscana in rosso per 150 mila euro. La mission per il presidente consiste a questo punto nell'andare a caccia di nuovi finanziamenti e, perché no, di nuovi soci. Magari partendo dalla fondazione Cariprato capeggiata da Ferdinando Albini. Il Metastasio, d'altro canto, può contare su un biglietto da visita invidiabile. I costi di gestione influiscono per il 40% sul bilancio complessivo di 4,5 milioni di euro, mentre il 60% se ne va per le produzioni e gli spettacoli. L'ideale sarebbe strappare anche sovvenzioni più generose dagli attuali soci. Cecchi vuole avere ragione anche sul compenso del consiglio d'amministrazione. Abolito e ripescato - solo per i teatri stabili - da una legge nazionale è stato fatto fuori tout court da una legge regionale, che contempla la possibilità per i consiglieri di riscuotere solo un gettone di presenza. «Presenteremo un ricorso all'amministrazione centrale» promette Cecchi. Nell'orizzonte, però, fa più paura la concorrenza del resuscitato teatro "La Pergola" di Firenze, che potrebbe strappare al Met il prestigioso teatro di produzione. «Non è un problema economico - chiarisce subito la questione il presidente -, ma di volontà politica. Se a Firenze decideranno in questo senso si prenderanno le loro responsabilità».
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