Il Tirreno

Prato

Rispunta l'Irpef sulla prima casa

Barbara Burzi
Rispunta l'Irpef sulla prima casa

I pratesi dovranno pagare ogni anno dai 30 ai 57 euro in più

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 PRATO. Dalla manovra arriva la stangata sulla prima casa. Con la nuova norma sarà reintrodotta l'imposta sull'abitazione. Come? Non con l'Ici, ma tramite la rendita catastale (cifra che serve a determinare il valore di un immobile, stabilita in base alla zona relativa per numero di vani rivalutata del 5%) che dal 2013 concorrerà a formare l'imponibile Irpef. La tassazione costringerà i pratesi a sborsare dai 30 ai 57 euro in più, in base al reddito dichiarato.  Poiché attualmente l'Irpef sulla prima casa non si paga grazie a una norma introdotta nel 2001, dal 2013 non sarà più possibile godere di quest'agevolazione fiscale, inquanto sarà progeressivamente eliminata con tagli del 5% fino al 20% nel 2014.  In altre parole, nella dichiarazione dei redditi del 2014, i proprietari della casa di abitazione dovranno sommare al proprio imponibile anche il 20% del valore della propria casa, ovvero della rendita catastale e, di conseguenza, vedere aumentare la pressione fiscale. Un meccanismo che è già legge dello Stato e che entrerà in vigore se non sarà varata la riforma del Welfare.  Con i tagli previsti nel biennio 2013-2014, si comincia fin da ora a fare i conti con l'aggravio fiscale che colpirà un'ampia fascia di cittadini. Una stangata, i cui effetti potrebbero risultare ancora più pesanti se si pensa alla possibilità che i Comuni hanno di aumentare le tariffe di estimo catastali.  Difficile dire quanto potrebbe pesare l'Irpef sulla prima casa nelle tasche dei pratesi, in quanto ad essere tassata non sarà l'abitazione, ma il valore dell'alloggio che farà cumulo con il reddito su cui si paga l'Irpef. Tuttavia, per fare una simulazione di quello che succederà, basti dare uno sguardo al sito dell'Agenzia del territorio. Sulla base dei dati provinciali, a Prato si contano 79.047 unità immobiliari, la cui rendata catastale complessiva supera di poco i 53 milioni. Si tratta degli immobili inseriti nella categoria catastale A, che comprende abitazioni di tipo signorile, economico, ville, villini, case popolari e ultrapopolari.  Mediamente avremo un valore catastale della rendita che oscillerà intorno ai 670,5 euro. Da qui si può ricavare che quando nel 2014 il 20% della rendita della propria abitazione finirà nel calcolo dell'imonibile, il reddito deiproprietari di prime case lieviterà di circa 134 euro.  La cifra che ciascun proprietario dovrà sborsare dipenderà dal reddito imponibile totale. Considerando quattro esempi ed applicando le relative aliquote, si può calcolare, come da tabella, che un contribuente con reddito di 15mila euro e una aliquota del 23%, dovrà sborsare 30 euro in più. Il contribuente che guadagna 25 mila euro l'anno dovrà rassegnarsi a pagare 36 euro in più, mentre quello più ricco, con un reddito di 50mila euro, ne pagherà oltre 50, fino ad arrivare a oltre 57 euro se si dichiara un reddito di 100mila euro. La forbice dell'incremento tributario tra ricchi e poveri è stretta e pertanto, non rispetterebbe le proporzioni provocando disparità troppo grandi. Infatti, chi guadagna sei volte di più, paga poco meno del doppio del contribuente minimo.

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